I 5 parametri per misurare la salute della propria azienda

20 Dicembre 20190
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Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza fornisce alle aziende nuovi strumenti per la diagnosi precoce dello stato di difficoltà, con l’obiettivo di garantire la continuità aziendale.

Trattasi di procedure di allerta dirette ad evitare che il ritardo nell’individuazione dei segnali della crisi d’impresa si trasformi in insolvenza.

Queste procedure sono rappresentate da indici che hanno come obiettivo principale quello di consentire all’imprenditore di cogliere in anticipo i segnali di crisi per individuare il prima possibile e, quindi, porre in essere, le azioni necessarie per salvaguardare equilibri d’impresa e continuazione dell’attività.

È stato assegnato al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili è stato assegnato il compito di elaborare gli indici necessari al completamento del sistema dell’allerta.

Il CNDCEC ha individuato un approccio ad “albero”.

Nella struttura ad albero, esiste un ordine gerarchico in cui si individuano, dapprima, due “indici significativi” applicabili in modo generalizzato a tutte le imprese:

  • Il patrimonio netto della società
  • Debt Service Coverage Ratio (DSCR), flussi finanziari a servizio del debito, previsionale a sei mesi

Un Patrimonio netto negativo o inferiore al limite di legge comporta un presumibile stato di crisi;
se positivo si passa al secondo indice ovvero al DSCR. Se quest’ultimo è inferiore a 1 si segnala una situazione di allerta, se maggiore di 1 o non disponibile o inattendibile si passa ai 5 indici settoriali.

Di seguito i cinque indici di settore che “fanno ragionevolmente presumere la sussistenza di uno stato di crisi dell’impresa.

Il primo indice settoriale può definirsi come un indicatore di performance economica che misura l’assorbimento del costo del capitale di debito dell’impresa nel volume delle vendite della stessa.

Sostenibilità degli oneri finanziari

L’impresa è in difficoltà a disporre di risorse per pagare fornitori, dipendenti, imposte ecc. qualora il peso degli oneri finanziari sui ricavi di periodo risulti elevato. Tale situazione può rappresentare anche l’incapacità di ripagare il debito contratto.

Il secondo indice può definirsi come un indicatore di performance patrimoniale misuratore del grado di indipendenza patrimoniale della società.

Adeguatezza patrimoniale

Più l’impresa è capitalizzata con i mezzi propri (dei soci) e più è solida.

Il terzo indice è un misuratore del rendimento delle attività dell’impresa e della loro capacità di ritornare flussi di cassa.

Ritorno liquido dell’attivo

Il cash flow su attivo ci dice quanta cassa effettivamente genera tutto quello che abbiamo investito nell’attivo (beni capitale e attivo circolante)

Il quarto indice è un misuratore dell’equilibrio finanziario dell’imprese nel breve periodo, con lo scopo di specificare il grado di copertura delle passività a breve con attività a breve.

Indice di liquidità

Minore è la percentuale e minore è la quantità di crediti esigibili nel breve termine, destinati a coprire i fornitori e altri debiti a breve.

Ultimo indice analizza i “reiterati e significativi” ritardi nei pagamenti verso i soggetti pubblici istituzionali.

Indebitamento previdenziale e tributario

Fondamentale per una visione globale dei sintomi della crisi d’impresa è l’utilizzo contemporaneo dei cinque indici.

L’attivazione delle procedure previste dal Codice della Crisi d’impresa avviene solo con il superamento di tutti e cinque gli indici di settore.

Il segnale di allerta dovrebbe essere considerato in uno di questi tre casi:

  • Il patrimonio netto è negativo;
  • DSCR a 6 mesi è inferiore a 1;
  • In assenza del DSCR, tutti i 5 indici di bilancio sono fuori dai valori soglia.

Altro indicatore utilizzato ma non contenuto nella lista del Cndcec è l’acid ratio (indice di liquidità immediata)

Valori molto bassi dell’acid ratio potrebbero evidenziare un sintomo stress finanziario dell’impresa.

Sono previsti infine specifici indici per le start-up innovative, le imprese in liquidazione e le imprese neocostituite e cooperative e consorzi.  

  • Imprese costituite da meno di due anni: unico indice rilevante è il patrimonio netto ove questo assuma valore negativo;
  • Imprese in liquidazione: a condizione che abbiano cessato l’attività, l’indice da analizzare è il rapporto tra il valore di realizzo dell’attivo liquidabile ed il debito complessivo;
  • Start up innovative: rapporto tra debito attuale e futuro con la capacità dell’impresa di ottenere finanza sufficiente alla prosecuzione delle attività di studio e di sviluppo;
  • Cooperative e consorzi: in relazione al prestito sociale, il calcolo dell’indice DSCR a sei mesi tiene conto dei flussi attesi, per versamenti e rimborsi del prestito, secondo una non “irragionevole stima” basata sulle evidenze storiche delle relative movimentazioni non precedenti a tre anni.

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