Come si finanzia un’azienda?

Come si finanzia un’azienda?

In un’azienda il finanziamento dell’attività è una delle funzioni chiave che permette la sopravvivenza della stessa.

Scopo della pianificazione e della gestione dei finanziamenti è mettere a disposizione sufficienti mezzi in denaro e altri “strumenti di liquidità” per realizzare gli obiettivi dell’impresa stessa e garantirne la sua durata.

È il denaro che serve a mantenere attiva e funzionante l’attività giorno per giorno, e l’analisi dei flussi di cassa come principali indicatori della liquidità e quindi dello stato di salute di un’impresa, è determinante per la continuità aziendale.

Ma a cosa serve la liquidità? E quali sono gli strumenti finanziari messi a disposizione?  

  • Per gli investimenti (acquisiti macchinari, nuovi immobili ecc): finanziamenti a lungo termine, leasing o mutui
  • Per l’attivo circolante: fidi, anticipi fatture, ricevute bancarie, finanziamenti import e anticipi export.

Ad esempio, uno dei modi per migliorare la liquidità è lo smobilizzo dei crediti commerciali che trasforma in liquidità immediata crediti che sarebbero diventati esigibili a scadenza.  

Tramite l’anticipo su fatture la banca accorda liquidità all’impresa anticipando l’importo delle fatture tra la data di emissione e quella di incasso delle stesse.  In alternativa, tramite l’anticipo su ricevute al salvo buon fine, la banca concede un credito in conto all’affidato, nel periodo tra la vendita e il momento dell’incasso mediante ri.ba.

Tutto questo ovviamente in un contesto in cui l’impresa è “sana”, ed è in grado in qualsiasi momento di far fronte ai propri impegni, pagando i dipendenti, le rate del leasing, finanziamento, mutuo o rientrando nell’esposizione bancaria ecc.

In questo momento storico dove le disposizioni derivanti dall’emergenza sanitaria in corso hanno previsto la chiusura della maggior parte delle attività produttive, le aziende si trovano con un ammontare di insoluti importante con conseguenze negative sulla liquidità.          

Decreto CURA ITALIA

Il primo pacchetto di aiuti è stato emanato con il Decreto “Cura Italia” il quale è intervenuto a favore delle imprese, liberi professionisti e ditta individuali prevedendo, tra le altre misure, il

  • supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia.

Il supporto finanziario prevede che:

  • le linee a breve (fidi di cassa a revoca e i fidi per smobilizzo crediti) non potranno essere revocate, neppure parzialmente, fino al 30 settembre 2020;
  • sono automaticamente prorogati al 30 settembre 2020 i fidi di cassa a scadenza, gli anticipi su effetti, i finanziamenti all’import/export, finanziamenti bullet con scadenza prima della stessa data;
  • la sospensione del pagamento, fino al 30 settembre 2020, delle rate (sia capitale che interessi) relativi a finanziamenti o dei canoni di leasing. Il piano di rimborso delle rate è conseguentemente allungato senza alcuna formalità e senza maggiori oneri.

Come funziona operativamente?

Il debitore, presentando apposita istanza, deve autocertificare:

  • la carenza di liquidità a causa dell’impatto del COVID-19 e dimostrando la riduzione parziale o totale dell’attività come conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia.
  • il possesso dei requisiti necessari per appartenere ad una delle seguenti categorie: micro, piccola o media impresa. Nei limiti dimensionali è necessario tenere conto sia delle imprese associate sia delle imprese direttamente o indirettamente collegate all’impresa che ne fa richiesta.

E’ fondamentale che le imprese richiedenti l’accesso alle predette misure, alla data del 17 marzo 2020, non abbiano posizioni “deteriorate”.

L’impresa deve quindi risultare in bonis, ovvero nessun intermediario finanziario deve aver classificato le esposizioni debitorie dell’azienda nelle categorie che definiscono il c.d. “credito deteriorato” ovvero esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate (con sconfinamento persistente per almeno 90 giorni), inadempienze probabili (l’ente affidante ritiene improbabile che il debitore possa adempiere pienamente alle proprie obbligazioni alla scadenza pattuita) oppure sofferenze, qualora la banca ritenesse il debitore insolvente.

L’invio della domanda è telematico, cioè la Banca o l’intermediario finanziario possono predisporre una procedura online che permette all’azienda di compilare un modulo per caricare la richiesta, oppure dare indicazione sull’invio via PEC.

L’istituto di credito, invece, vedendo aumentare il rischio di credito, può richiedere telematicamente al Fondo di Garanzia per le Pmi una garanzia del 33%, concessa automaticamente e gratuitamente.

Il cliente che beneficia della moratoria per i danni subiti dall’emergenza Covid-19, non viene sottoposto al periodo di monitoraggio bancario di 24 mesi.

Considerata la difficile situazione in essere, l’impresa come può “difendersi” dai danni del virus?

  1. smobilizzando i crediti commerciali chiedendo, perciò, all’ente affidante la ripresentazione degli anticipi ri.ba al salvo buon fine e degli anticipi su fatture tornate insolute.
  2. chiedendo alla banca di prorogare la data di scadenza degli anticipi su fatture, ri.ba al salvo buon fine, export e finanziamenti import non ancora scaduti.

Altro modo, che può essere utilizzato in qualsiasi momento, per reperire liquidità è la finanza agevolata.

In che cosa consiste la finanza agevolata? Sono misure, volte a favorire lo sviluppo delle imprese, tramite la realizzazione di determinate spese o investimenti, attraverso contributi che le Regioni, lo Stato, l’Unione Europea mettono a disposizione.

Le misure proposte possono essere:

  • contributo a fondo perduto, trasferimento economico a beneficio dell’impresa per la copertura di una quota delle spese o per la riduzione degli interessi di un finanziamento, che non dovrà essere rimborsato;
  • finanziamento agevolato, ovvero a condizioni migliori rispetto a quelle di mercato in termini di tasso o durata o con la presenza di una garanzia pubblica, accompagnato da uno specifico piano di ammortamento per la restituzione del finanziamento.
  • concessione di garanzia, integrativa o sussidiaria, in forma gratuita o a condizioni vantaggiose
  • agevolazione fiscale, solitamente un credito fiscale da compensare con altri tributi dovuti.

Ulteriore aiuto è arrivato dal “Decreto Liquidità” D.L. 8 aprile 2020, n. 23, che ha come obiettivo principale quello di mettere le imprese e i professionisti nelle condizioni di far fronte ai propri impegni tramite un accesso al credito “facilitato”. Nello specifico finanziamenti con

  • Garanzie di Stato tramite Sace, soprattutto per le imprese più grandi
  • Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, mirato alle imprese fino a 499

Garanzie di Stato tramite Sace

Le misure adottate prevedono garanzie da parte dello Stato per un totale di circa 200 miliardi di euro concesse attraverso Sace in favore di banche che effettuino finanziamenti alle imprese di ogni dimensione.

La garanzia coprirà tra il 70% e il 90% dell’importo finanziato, in base alla dimensione dell’impresa e dovrà rispettare le seguenti condizioni:

  • al 31.12.2019 l’impresa beneficiaria non risultava essere difficoltà e alla data del 29.02.2020 non avesse posizioni “deteriorate
  • L’importo della garanzia non potrà superare il 25% del maggior valore preso tra il fatturato registrato nel 2019 e il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda nell’anno 2019;
  • impossibilità di distribuzione dei dividendi o il riacquisto di azioni da parte dell’impresa beneficiaria nel corso del 2020
  • la necessaria destinazione del finanziamento a sostenere costi del personale, investimenti, o capitale circolante per attività produttive localizzate in Italia.
  • La garanzia copre nuovi finanziamenti concessi all’impresa successivi all’entrata in vigore di questo decreto
  • L’impresa deve assumere l’impegno di gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali.

Il finanziamento deve essere restituito in sei anni con possibilità di avvalersi di un preammortamento di durata fino a 24 mesi.

E le commissioni?

Per le PMI, in base all’importo garantito, sono pari a 0,25% il primo anno, 0,5% il secondo e terzo, 1% dal quarto al sesto.

Per le imprese diverse dalle PMI sono invece pari a 0,5% dell’importo garantito il primo anno, 1% secondo e terzo, 2% dal quarto al sesto.

Le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia;

              Cosa prevede la procedura semplificata?

L’impresa presenta la domanda di finanziamento garantito da SACE S.P.A. alla banca, la quale in caso di esito positivo della delibera trasmette la richiesta di emissione della garanzia a SACE. Quest’ultima, verificato l’esito positivo del processo deliberativo del finanziamento, approva la richiesta ed emette un codice unico identificativo del finanziamento e della garanzia. Successivamente viene erogato il finanziamento assistito da garanzia.

Le imprese con oltre 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 80% dell’importo del finanziamento richiesto

Le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi ottengono una copertura pari al 70% dell’importo del finanziamento richiesto.

              Cosa prevede la procedura per queste due categorie?

Il rilascio della garanzia e del codice unico è subordinato alla decisione assunta con Decreto del MEF-MISE sulla base dell’istruttoria trasmessa da SACE, e in base al ruolo dell’impresa che beneficia della garanzia svolge rispetto alle seguenti aree:

  • Contributo allo sviluppo economico
    • Appartenenza alla rete logistica e dei rifornimenti
    • Incidenza su infrastrutture critiche e strategiche
    • Impatto sui livelli occupazionali e mercato del lavoro
    • Peso specifico nell’ambito di una filiera produttiva strategica

Per le Piccole e medie imprese, anche individuali o Partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia rilasciata da Sace sarà subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Fondo Centrale di Garanzia per le PMI

Attraverso il Decreto Liquidità, viene disposto un ulteriore potenziamento del Fondo garanzia per le PMI.

Tre diverse tipologie di interventi a imprese e professionisti per far sì che, con la progressiva e graduale riapertura di tutte le attività produttive, abbiano liquidità immediata per ripartire:

  1. Garanzia al 90% per i prestiti fino a 5 milioni di euro, potendo arrivare al 100% con la contro-garanzia dei Confidi, con la valutazione del solo modulo economico-finanziario.
  2. Garanzia al 90% con possibilità di arrivare ad una garanzia al 100% con la contro-garanzia dei Confidi per i prestiti fino a 800.000 euro
  3. Garanzia al 100% per i prestiti fino a 25.000 euro, senza alcuna valutazione del merito di credito;

1. Garanzia al 90% per i prestiti fino a 5 milioni di euro

Può essere richiesto da PMI fino a 499 dipendenti

La garanzia prevista è del 90% per le operazioni finanziarie con durata fino a 6 anni.

L’importo delle operazioni finanziarie non può superare, ALTERNATIVAMENTE:

  • Il doppio della spesa salariale annua del beneficiario per il 2019 o per l’ultimo anno disponibile. Per le imprese costituite il 01.01.2019, l’importo massimo non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività;
  • Il 25% del fatturato totale del beneficiario nel 2019;
  • Il fabbisogno per costi del capitale di esercizio e per costi di investimento nei successivi 8 mesi, nel caso di piccole/medie imprese con numero di dipendenti non superiore a 499

Qual è la procedura per l’accesso alla garanzia?

In merito alle procedure di richiesta, sarà necessaria un’istruttoria bancaria ordinaria anche se alleggerita. Si valuterà infatti solo la struttura economica-finanziaria dell’azienda con esclusione della valutazione andamentale, che è quella relativa agli ultimi sei mesi quindi quella che più può risentire della crisi in corso.

2.Soggetti beneficiari con ammontare di ricavi non superiore a 3,2 milioni di Euro

Con il Fondo di garanzia è prevista una garanzia al 90% che può arrivare al 100% se l’ulteriore 10% è garantito dai consorzi fidi privati (Confidi).

Chi può richiedere il finanziamento?

Possono accedere al finanziamento solo imprese, fino a 499 dipendenti, che abbiano ricavi fino a 3,2 milioni. E comunque entro il 25% del fatturato, quindi entro un prestito di 800 mila euro.

In questo caso è necessario rilasciare un’autocertificazione che attesti i danni da Covid 19.

In termini di costi, il testo non prevede invece un cap cioè un tasso minimo né una durata massima del rimborso.                                                        

In merito alle procedure di richiesta, sarà necessaria un’istruttoria bancaria anche se alleggerita. Si valuterà infatti solo la struttura economica-finanziaria dell’azienda con esclusione della valutazione andamentale, che è quella relativa agli ultimi sei mesi quindi quella che più può risentire della crisi in corso.

Soggetti con criticità finanziarie:

  • Non possono richiedere la garanzia le imprese che presentano esposizioni classificate come “in sofferenza”
  • La garanzia è concessa anche alle imprese che, in data successiva al 31.12.2019, sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale, hanno stipulato accordi di ristrutturazione, hanno presentato un piano attestato, purché, alla data del 09.04 le loro esposizioni non vengano considerate deteriorate, non presentino importi in arretrato successivo all’applicazione delle misure di concessione e la banca sia convinta che vi sarà il rimborso;
  • La garanzia è concessa anche a imprese che alla data della richiesta della garanzia presentano esposizioni nei confronti del soggetto finanziatore classificate, prima del 31.01.2020, come “inadempienze probabili” o “scadute o sconfinanti deteriorate”.

La riassicurazione può essere innalzata al 100 percento dell’importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non prevedano il pagamento di un premio per il rischio di credito assunto.

Resta inteso che fino all’autorizzazione della Commissione Europea, le percentuali sono incrementate, rispettivamente, all’80 per cento per la garanzia diretta e al 90 per cento per la riassicurazione come previsto dal DL “cura Italia”.

Ai fini dell’accesso al Fondo, andranno presentati solo i dati per l’alimentazione del modulo economico-finanziario, pertanto sembrano essere snellite le procedure di istruttoria.

3. Finanziamenti a garanzia statale al 100% per prestiti fino a 25.000 euro per le PMI, imprenditori individuali e professionisti

Può essere richiesto da PMI, imprenditori individuali ed esercenti arti e professioni la cui attività è stata danneggiata dall’emergenza Covid-19, come da dichiarazione autocertificata.

(Attenzione: è necessario l’autorizzazione da parte della Commissione Europea del passaggio dal 90% (quanto indicato nel decreto Cura Italia) al 100%)

Qual è l’importo erogabile? Gli importi non potranno superare il 25% dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario, volume di ricavi che risulta dall’ultimo bilancio depositato oppure dall’ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda di garanzia ovvero, per i soggetti beneficiari costituiti dopo il 1° gennaio 2019, da altra idonea documentazione, anche mediante autocertificazione.

L’inizio dei pagamenti delle rate di rimborso deve avvenire non prima di 24 mesi e la durata dei prestiti non potrà superare i 72 mesi.

Per tutte le operazioni del Fondo di Garanzia, fino al 31 dicembre 2020, l’accesso è gratuito.

In termini di costi per i finanziamenti fino a 25.000 euro è comunque previsto un tasso di interesse, anche se basso, rapporto al Rendistato con una maggiorazione dello 0,2% (si può stimare un valore tra 1,2 e 2%).

Qual è la procedura per l’accesso alla garanzia?

Tramite la procedura semplificata, l’impresa presenta la domanda di finanziamento alla banca o ad altro soggetto finanziatore; il soggetto finanziatore, senza attendere alcuna istruttoria del Fondo circa il merito del credito, effettua la verifica formale del possesso dei requisiti da parte dell’impresa. In caso di esito positivo dell’istruttoria, il soggetto finanziatore eroga il finanziamento coperto dalla garanzia del Fondo, senza attendere l’esito dell’istruttoria del gestore del Fondo medesimo.

È bene ricordare che:

  1. Le aziende in sofferenza prima della fine del 2019 non potranno accedervi.
  2. In assenza di una garanzia del 100%, l’istruttoria per la richiesta di liquidità non sarà quella facilitata bensì sarà un’istruttoria ordinaria (maggiori tempi)

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