Recentemente è stata pubblicata sulla G.U. 24.12.2019, n. 301 la Legge n. 157/2019, di conversione del DL n. 124/2019, contenente “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili”,
c.d. “Collegato alla Finanziaria 2020”, in vigore dal 25.12.2019.
In sede di conversione sono state apportate una serie di modifiche al testo originario del Decreto, di seguito evidenziate.
Merita evidenziare che è stata soppressa dal testo originario la disposizione che prevedeva una sanzione in capo ai soggetti che rifiutano il pagamento con carta di credito / debito.

UNIFICAZIONE IMU – TASI – commi da 738 a 783

È confermata, a decorrere dal 2020, la soppressione dell’Imposta Unica Comunale (UIC) di cui
all’art. 1, comma 639, Finanziaria 2014, ad eccezione della Tassa sui rifiuti (TARI).
In altre parole, quindi, ferma restando la disciplina relativa alla TARI, le “vecchie” IMU e TASI dal
2020 sono sostituite dalla nuova IMU, la cui disciplina ricalca sostanzialmente quella previgente.
Resta ferma l’autonomia impositiva per la Regione Friuli Venezia Giulia e per le Province Autonome di Trento (IMIS) e Bolzano (IMI).

AMBITO SOGGETTIVO
Come in passato la nuova IMU è dovuta dai possessori di immobili, intendendo per tali il
proprietario / titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie. Sono altresì soggetti passivi IMU:
O il genitore assegnatario della casa familiare a seguito di Provvedimento del Giudice che costituisce ai soli fini IMU il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario dei figli;
O il concessionario, in caso di concessione di aree demaniali;
O il locatario, a decorrere dalla data di stipula e per tutta la durata del contratto, per gli immobili in leasing.
In presenza di più soggetti passivi per un medesimo immobile, ognuno è titolare di un’autonoma obbligazione e deve tener conto delle relative condizioni soggettive ed oggettive.
NB Il soggetto attivo dell’imposta è il Comune. Come previsto ai fini ICI, al fine di individuare il
Comune competente, viene utilizzato un criterio di prevalenza, dando rilievo al territorio
in cui la superficie dell’immobile insiste, interamente o prevalentemente.


AMBITO OGGETTIVO

Come in passato, la nuova IMU si applica agli immobili ubicati in Italia (fermo restando quanto
disposto in Friuli Venezia Giulia, Province di Trento e Bolzano), con l’esclusione dell’abitazione
principale, salvo quella classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. A tal fine si evidenzia che:
O per fabbricato si intende “l’unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano con attribuzione di rendita catastale, considerandosi parte integrante del fabbricato l’area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza esclusivamente ai fini urbanistici, purché accatastata unitariamente”;
O non è più prevista l’assimilazione per l’unità immobiliare posseduta da “italiani non
residenti”, iscritti all’AIRE e già pensionati nei rispettivi Stati di residenza;
O è “confermata” l’esenzione dall’imposta per i terreni agricoli:
– posseduti / condotti dai coltivatori diretti / imprenditori agricoli professionali iscritti alla
previdenza agricola, comprese le società agricole di cui all’art. 1, comma 3, D.Lgs. n. 99/2004,
indipendentemente dalla loro ubicazione;
– ubicati nei Comuni delle isole minori di cui all’Allegato A alla Legge n. 448/2001;
– a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile;
– ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15, Legge n. 984/77, sulla base dei criteri individuati dalla CM 14.6.93, n. 9.
É inoltre prevista l’esenzione dall’imposta per:
O i fabbricati classificati / classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
O i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’art. 5-bis, DPR n. 601/73;
O i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli artt. 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
O gli immobili posseduti e utilizzati da:
– Enti pubblici / privati diversi dalle società;
– trust che non hanno per oggetto esclusivo / principale l’esercizio di attività commerciale;
– organismi di investimento collettivo del risparmio, residenti in Italia;
destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali / previdenziali / sanitarie / di ricerca scientifica / didattiche / ricettive / culturali / ricreative e sportive / di religione o di culto / dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime / alla formazione del
clero e dei religiosi / a scopi missionari / catechesi / educazione cristiana.

 

DETERMINAZIONE DELL’IMPOSTA
Come in passato l’imposta è dovuta per anno solare proporzionalmente alla quota e ai mesi
dell’anno nei quali si è protratto il possesso, considerando che:
O il mese per il quale il possesso si è protratto per più della metà dei giorni è computato per intero;
O il giorno di trasferimento del possesso si computa in capo all’acquirente e l’imposta del
mese del trasferimento resta interamente a suo carico nel caso in cui i giorni di possesso risultino uguali a quelli del cedente;
O a ciascun anno solare corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.
Base imponibile La base imponibile dell’imposta è costituita dal valore degli immobili. Come in passato, per i fabbricati iscritti in Catasto, il valore è determinato applicando alla rendita, vigente all’1.1 dell’anno di imposizione, rivalutata del 5%, i seguenti moltiplicatori:
O 160 per i fabbricati di categoria catastale A, ad esclusione di A/10, e C/2, C/6 e C/7;
O 140 per i fabbricati di categoria catastale B e C/3, C/4 e C/5;
O 80 per i fabbricati di categoria catastale D/5;
O 80 per i fabbricati di categoria catastale A/10;
O 65 per i fabbricati di categoria catastale D, ad eccezione di D/5;
O 55 per i fabbricati di categoria catastale C/1.
Le variazioni della rendita catastale intervenute in corso d’anno, a seguito di interventi edilizi sul
fabbricato, producono effetti dalla data di ultimazione dei lavori o, se antecedente, dalla data di utilizzo.
Per i fabbricati categoria catastale D, non iscritti in Catasto, interamente posseduti da imprese e
distintamente contabilizzati, fino al momento della richiesta dell’attribuzione della rendita, il valore è determinato, alla data di inizio di ciascun anno ovvero, se successiva, alla data di acquisizione, applicando specifici coefficienti fissati dal MEF.
In caso di leasing, il valore è determinato sulla base delle scritture contabili del locatore, il quale
è obbligato a fornire tempestivamente al locatario tutti i dati necessari per il calcolo.
Per le aree fabbricabili, il valore è costituito da quello venale in comune commercio all’1.1 dell’anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
Il Comune può determinare periodicamente e per zone omogenee detto valore venale, al fine della limitazione del potere di accertamento.
In caso di utilizzazione edificatoria dell’area, di demolizione di fabbricato, di interventi di
recupero di cui all’art. 3, comma 1, lett. c), d) e f), DPR n. 380/2001, la base imponibile è costituita dal valore dell’area, la quale è considerata fabbricabile, senza computare il valore del fabbricato in corso d’opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione / ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato.

Per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale, vigente all’1.1 dell’anno di imposizione, rivalutato del 25%, il moltiplicatore pari a 135.
Come in passato la base imponibile è ridotta del 50% per:
O i fabbricati di interesse storico – artistico di cui all’art. 10, D.Lgs. n. 42/2004;
O i fabbricati dichiarati inagibili / inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni;
O unità immobiliari, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse
in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione
principale.

Aliquote
Per l’abitazione principale di categoria catastale A/1, A/8 o A/9 e relative pertinenze:
O l’aliquota di base è pari allo 0,5% che il Comune può aumentare dello 0,1% o diminuire fino
all’azzeramento;
O si detraggono € 200, fino a concorrenza dell’IMU dovuta, rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
L’aliquota di base per i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all’art. 9, comma 3-bis, DL n.
557/93 è pari allo 0,1% che il Comune può solo ridurre fino all’azzeramento.
Con riferimento ai fabbricati costruiti e destinati dall’impresa alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano locati, è previsto che:
O fino al 2021, l’aliquota di base è pari allo 0,1% che il Comune può aumentare fino allo 0,25% o
diminuire fino all’azzeramento;
O dal 2022, è riconosciuta l’esenzione dalla nuova IMU.
L’aliquota di base per i terreni agricoli è pari allo 0,76% che il Comune può aumentare fino all’1,06% o diminuire fino all’azzeramento.
Per gli immobili ad uso produttivo classificati nella categoria gruppo catastale D l’aliquota di
base è pari allo 0,86%, che il Comune può aumentare fino all’1,06% o diminuire fino allo 0,76% che rappresenta la quota riservata allo Stato.
Per gli “altri” immobili (diversi dall’abitazione principale e dai precedenti) l’aliquota di base è pari al 0,86% che il Comune può aumentare fino all’1,06% o diminuire fino all’azzeramento.
Dal 2020, i Comuni possono aumentare l’aliquota massima dell’1,06% fino all’1,14%, in
sostituzione della maggiorazione TASI dello 0,8‰ (prevista nel 2015 e riconosciuta fino al 2019)
dall’art. 1, comma 28, Legge n. 28/2015.
Dal 2021, i Comuni potranno diversificare le aliquote sopra esposte esclusivamente con riferimento alle fattispecie che saranno individuate dal MEF.
Per le abitazioni locate a canone concordato di cui alla Legge n. 431/98, l’imposta, determinata
applicando l’aliquota stabilita dal Comune, è ridotta al 75%.
NB Per il 2020 i Comuni potranno approvare le delibere concernenti le aliquote ed il
regolamento della nuova IMU anche oltre il termine di approvazione del bilancio di previsione
2020-2022 ma comunque entro il 30.6.2020, con effetto a decorrere dall’1.1.2020.

VERSAMENTO DELL’IMPOSTA
Come in passato, il versamento della nuova IMU va effettuato in 2 rate, la prima entro il 16.6 e
la seconda entro il 16.12, con facoltà del contribuente di provvedere al versamento dell’imposta
dovuta in un’unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16.6.
A regime, il versamento della prima rata è pari all’imposta dovuta per il primo semestre applicando aliquote e detrazioni previste per l’anno precedente e la seconda rata, a saldo della imposta dovuta per l’intero anno, è eseguita a conguaglio, sulla base delle aliquote pubblicate sul sito Internet del MEF entro il 28.10 di ciascun anno.
NB In sede di prima applicazione dell’imposta la prima rata è pari alla metà di quanto versato
a titolo di IMU e TASI per il 2019.
Come in passato il versamento dell’imposta dovuta dagli enti non commerciali è effettuato in 3
rate: le prime 2 entro il 16.6 e del 16.12 dell’anno di riferimento, ciascuna pari al 50% dell’imposta corrisposta per l’anno precedente, e l’ultima, a conguaglio dell’imposta complessivamente dovuta, entro il 16.6 dell’anno successivo a quello cui si riferisce il versamento, sulla base delle aliquote pubblicate sul sito Internet del MEF entro il 28.10 dell’anno di riferimento.
Analogamente a quanto previsto per la generalità dei soggetti, in sede di prima applicazione
dell’imposta, per le prime 2 rate va fatto riferimento al 50% dell’imposta corrisposta a titolo di IMU e TASI per il 2019.
Il versamento del tributo è effettuato tramite il mod. F24 / bollettino postale / la piattaforma di cui all’art. 5, D.Lgs. n. 82/2005 e altre modalità previste dal citato Decreto.
Come in passato, l’IMU:
O relativa alle parti comuni condominiali va versata dall’amministratore di condominio per conto dei condomini;
O relativa ad immobili nell’ambito di un fallimento / liquidazione coatta amministrativa va versata dal curatore / commissario liquidatore, per il periodo di durata della procedura ed entro 3 mesi dalla data del Decreto di trasferimento degli immobili.
Il Comune con proprio regolamento può considerare regolare il versamento effettuato da un
contitolare anche per conto di altri nonchè stabilire il differimento dei termini previsti al ricorrere di particolari situazioni.

 

DICHIARAZIONE IMU
La dichiarazione relativa alla nuova IMU va presentata entro il 30.6 dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio, o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini dell’imposta.
Viene quindi meno il differimento di tale termine al 31.12 previsto dal 2019 dal DL n. 34/2019.
È prevista l’emanazione di un apposito DM per l’individuazione dei casi in cui è necessario presentare la dichiarazione nonchè per l’approvazione del nuovo modello. In attesa di tale Decreto si continua ad utilizzare il modello attualmente disponibile.
Come in passato per gli enti non commerciali è previsto l’utilizzo di uno specifico modello di
dichiarazione IMU che sarà approvato con apposito Decreto ed in attesa del quale si continuerà ad utilizzare il modello di cui al DM 26.6.2014.
In caso di omessa presentazione della dichiarazione è prevista la sanzione dal 100% al 200% del
tributo non versato con un minimo di € 50. Se la dichiarazione presentata risulta infedele, è prevista la sanzione dal 50% al 100% del tributo non versato con un minimo di € 50.

DEDUCIBILITÀ IMU IMMOBILI STRUMENTALI
A decorrere dal 2022 l’IMU relativa agli immobili strumentali è deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa / lavoro autonomo mentre è indeducibile ai fini IRAP.
Per il 2020 / 2021 tale deduzione è ammessa nella misura del 60%.
Quanto sopra trova applicazione anche con riferimento all’IMI della Provincia autonoma di Bolzano e all’IMIS della Provincia autonoma di Trento.

PREU – commi da 731 a 735

In sede di approvazione è previsto che il PREU relativo:
O agli apparecchi ex art. 110, comma 6, lett. a), TULPS (new slot – AWP), è fissato al 23,85%
(in precedenza 21,68%) dall’1.1 al 31.12.2020 e al 24% dall’1.1.2021 (in precedenza 21,75%
dall’1.1.2021 al 31.12.2022 e 21,60% dall’1.1.2023);
O agli apparecchi ex art. 110, comma 6, lett, b), TULPS (video lottery – VLT), è fissato al 8,50% (in
precedenza 7,93%) dall’1.1 al 31.12.2020 e al 8,60% dall’1.1.2021 (in precedenza 8% dall’1.1.2021
al 31.12.2022 e 7,85% dall’1.1.2023).

Contestualmente è previsto che:
O dall’1.1.2020 la percentuale delle somme giocate destinate alle vincite (pay-out) è fissata in misura non inferiore al 65% (in precedenza 68%) per gli AWP e all’83% (in precedenza 84%) per le VLT;
O dal 15.1.2020 il prelievo sulle vincite conseguite attraverso gli apparecchi di cui al citato art. 110, comma 6, lett. a) è fissato nella misura del 20% per la quota delle vincite eccedente € 200;
O dall’1.3.2020 il diritto sulla parte della vincita eccedente € 500 conseguita attraverso i seguenti
giochi:
– Vinci per la vita-Win for life, Vinci per la vita-Win for Life Gold e “SiVinceTutto SuperEnalotto”,
lotterie nazionali ad estrazione istantanea;
– Enalotto, Superstar; è fissato al 20% (in precedenza 12%).

IVA IMBARCAZIONI DA DIPORTO – commi 725 e 726

In sede di approvazione è previsto che, al fine di prevenire casi di doppia imposizione, non imposizione o distorsione della concorrenza ai fini IVA, il luogo della prestazione di servizi di locazione, anche in leasing, noleggio e simili di cui all’art. 7-quater, comma 1, lett. e), DPR n. 633/72, di imbarcazioni da diporto si considera effettuato al di fuori dell’UE se mediante adeguati mezzi di prova sia dimostrata l’effettiva utilizzazione / fruizione del servizio al di fuori dell’UE.
Con specifico Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sono individuati le modalità e i mezzi idonei a dimostrare l’effettiva fruzione / utilizzo del servizio al di fuori del territorio comunitario.
La suddetta disposizione è applicabile alle operazioni effettuate dall’1.4.2020.

DIFFERIMENTO DEDUZIONE AMMORTAMENTO AVVIAMENTO – commi 714 e 715

Come stabilito dal comma 1079 dell’art. 1, Finanziaria 2019, le quote di ammortamento relative al valore dell’avviamento / altre attività immateriali per le quali sono state stanziate attività per imposte anticipate cui è applicabile l’art. 2, commi 55, 56-bis, 56-bis.1 e 56-ter, DL n. 225/2010, non ancora dedotte fino al periodo d’imposta in corso al 31.12.2017 sono deducibili come di seguito.

È ora confermato il differimento al 2025 e 4 periodi d’imposta successivi della deducibilità della
quota del 5% riferita al 2019.
NB: Per la determinazione dell’acconto IRES / IRAP dovuto per il 2019 non si tiene conto delle
disposizioni in esame.

CONTRASTO ALL’EVASIONE E ANALISI DEL RISCHIO – commi da 681 a 686

È confermato che per le attività di analisi del rischio di evasione l’Agenzia possa avvalersi, anche
previa pseudonimizzazione dei dati personali dei contribuenti, di tecnologie, elaborazioni ed
interconnessioni con altre banche dati (tra cui l’Archivio dei rapporti finanziari), al fine di individuare criteri utili all’emersione di posizioni di maggior rischio da sottoporre a controllo e incentivare l’adempimento spontaneo.
Come evidenziato nella Relazione illustrativa al ddl della Finanziaria 2020
“le finalità perseguite dalla norma sono identificabili in:
O una maggiore utilizzabilità delle banche dati di cui dispone l’Agenzia delle entrate
nell’elaborazione di modelli di analisi del rischio con i dati dell’archivio dei rapporti finanziari;
O possibilità di apportare correttivi e miglioramenti ai suddetti modelli in modo più efficiente
e tempestivo in ragione di una maggiore ampiezza del set informativo a disposizione per
la profilazione del rischio evasione;
O possibilità di escludere dalla selezione contribuenti per i quali l’incrocio delle banche
dati faccia emergere elementi a supporto della loro capacità contributiva, consentendo di
orientare l’attività di contrasto all’evasione in modo più efficace”.
La pseudonimizzazione, nel caso di utilizzo dei dati dell’Archivio dei rapporti finanziari, “comporta un trattamento dei dati volto al mascheramento dei dati personali e sensibili al fine di non renderli facilmente e direttamente attribuibili ad un soggetto specifico, senza l’utilizzo di informazioni aggiuntive”.
Al fine di consentire lo svolgimento di tale attività, in sede di approvazione sono state introdotte alcune modifiche al D.Lgs. n. 196/2003 (Codice della Privacy) e, in particolare è prevista l’inclusione delle attività di prevenzione e contrasto all’evasione fra quelle di rilevante interesse pubblico per le quali è disposta la limitazione di specifici diritti dell’interessato.
Inoltre, con riguardo al solo trattamento dei dati contenuti nell’Archivio di rapporti finanziari è
demandata al MEF l’individuazione dei diritti da limitare e delle modalità di esercizio degli stessi, nel rispetto delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali.

REVISIONE WEB TAX – comma 678

È confermata, con la modifica / integrazione delle disposizioni di cui ai commi da 35 a 50 dell’art. 1,
Finanziaria 2019, la revisione della disciplina della c.d. “web tax”, applicabile agli esercenti attività d’impresa che realizzano congiuntamente (singolarmente / a livello di gruppo):
• ricavi complessivi almeno pari a € 750 milioni;
• ricavi da servizi digitali realizzati in Italia almeno pari a € 5,5 milioni.
NB Le disposizioni in materia di web tax sono applicabili dall’1.1.2020 (la decorrenza, quindi,
non è più collegata all’emanazione di uno specifico Decreto attuativo).
La verifica dei ricavi va effettuata con riferimento a quelli realizzati nell’anno precedente (in luogo di quelli dell’anno) rispetto all’anno di applicazione della web tax.

SERVIZI NON CONSIDERATI DIGITALI
Sono specificatamente individuati i seguenti servizi che non sono considerati digitali, con
conseguente esclusione dalla web tax:
O fornitura diretta di beni / servizi, nell’ambito di un servizio di intermediazione digitale;
O fornitura di beni / servizi ordinati attraverso il sito web del relativo fornitore che non svolge
funzioni di intermediario;
O messa a disposizione di un’interfaccia digitale utilizzata per gestire:
– sistemi dei regolamenti interbancari ex D.Lgs, n. 385/93 e di regolamento / consegna di strumenti finanziari;
– piattaforme di negoziazione / sistemi di negoziazione degli internalizzatori sistematici ex art. 1,
comma 5-octies, lett. c), D.Lgs. n. 58/98;
– attività di consultazione di investimenti partecipativi e, se facilitano la concessione di prestiti,
servizi di intermediazione nel finanziamento partecipativo;
– sedi di negoziazione all’ingrosso ex art. 61, lett. e), D.Lgs. n. 58/98;
– controparti centrali ex art. 1, comma l, lett. w-quinquies), D.Lgs. n. 58/98;
– depositari centrali ex art. 1, comma l, lett. w-septies), D.Lgs. n. 58/98;
– altri sistemi di collegamento la cui attività è soggetta ad autorizzazione e esecuzione delle
prestazioni dei servizi soggetta alla sorveglianza di un’autorità di regolamentazione per
assicurare la sicurezza / qualità / trasparenza delle transazioni riguardanti strumenti finanziari,
prodotti di risparmio o altre attività finanziarie;
O cessione di dati da parte dei soggetti che forniscono i servizi;
O svolgimento delle attività di organizzazione / gestione di piattaforme telematiche per lo
scambio di energia elettrica / gas / certificati ambientali e dei carburanti, nonché trasmissione dei relativi dati ivi raccolti e ogni altra attività connessa.

INDIVIDUAZIONE DEI CORRISPETTIVI
É previsto che:
O i corrispettivi versati per la messa di disposizione di un’interfaccia digitale multimediale
che consente agli utenti di essere in contatto e di interagire tra loro, anche per facilitare la fornitura diretta di beni / servizi, comprendono l’insieme dei corrispettivi versati dagli utilizzatori
dell’interfaccia digitale multilaterale, ad eccezione di quelli versati come corrispettivo della cessione di beni / prestazione dì servizi che costituiscono, sul piano economico, operazioni indipendenti dall’accesso / utilizzazione del servizio imponibile;
O non sono considerati corrispettivi quelli risultanti dalla messa a disposizione di un’interfaccia
digitale che facilita la vendita di prodotti soggetti ad accisa se hanno un collegamento diretto e
inscindibile con il volume / valore di tali vendite.
Inoltre qualora un servizio imponibile sia fornito in Italia nel corso di un anno, il totale dei ricavi
tassabili è il prodotto della totalità dei ricavi derivanti dai servizi digitali ovunque realizzati per una specifica percentuale, rappresentativa della parte di tali servizi collegata al territorio dello Stato.

LOCALIZZAZIONE DISPOSITIVO
Il dispositivo è considerato localizzato in Italia con riferimento principalmente all’indirizzo IP
dello stesso / altro sistema di geolocalizzazione.

DETERMINAZIONE E VERSAMENTO IMPOSTA DOVUTA
Sono state apportate modifiche in merito alla determinazione dell’imposta dovuta e alla periodicità di versamento. In particolare:
O l’imposta è determinata applicando l’aliquota del 3% ai ricavi realizzati in ciascun anno (in
precedenza, in ciascun trimestre);
O il versamento dell’imposta va effettuato entro il 16.2 dell’anno successivo a quello di riferimento (in precedenza entro il mese successivo a ciascun trimestre). Inoltre la dichiarazione annuale dell’ammontare dei servizi tassabili prestati va ora presentata entro il 31.3 del medesimo anno (in precedenza, entro 4 mesi dalla chiusura del periodo d’imposta).

CONTABILITÀ “SEPARATA”
È previsto l’obbligo di tenuta di un’apposita contabilità al fine di rilevare mensilmente le informazioni relative ai ricavi dei servizi imponibili.

 

OLEOTURISMO – commi 513 e 514

In sede di approvazione dall’1.1.2020 le disposizioni in materia di enoturismo di cui all’art. 1, commi da 502 a 505, Finanziaria 2018 sono estese alle attività di oleoturismo.
In particolare con il termine oleoturismo si intendono “tutte le attività di conoscenza dell’olio d’oliva espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione dell’ulivo, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni aziendali dell’olio d’oliva, anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito dei luoghi
di coltivazione e produzione”.

SPESE PER IMPIANTI COLTURE ARBOREE PLURIENNALI – comma 509

In sede di approvazione è previsto che, ai soli fini della determinazione della quota deducibile ex art. 108, comma 1, TUIR per il 2020, 2021 e 2022, le spese sostenute per investimenti in nuovi impianti di colture arboree pluriennali sono incrementate del 20%, con esclusione dei costi relativi all’acquisto di terreni

ESONERO CONTRIBUTIVO COLTIVATORI DIRETTI / IAP – comma 503

È confermato, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’esonero (per un periodo massimo di 24 mesi) dal versamento del 100% dell’accredito contributivo IVS a favore dei coltivatori diretti / IAP:
O di età inferiore a 40 anni;
O iscritti nella previdenza agricola dall’1.1 al 31.12.2020.

BONUS CULTURA 18ENNI – comma 357 e 358

È confermato anche per il 2020 il “bonus cultura” a favore dei residenti in Italia che compiono 18 anni nel 2020, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura e la conoscenza del patrimonio culturale.

ESENZIONE CANONE RAI ANZIANI A BASSO REDDITO – commi 355 e 356

È confermato che a decorrere dal 2020 con la modifica dell’art. 1, comma 132, Finanziaria 2008,
l’esenzione dal pagamento del canone RAI è applicabile ai soggetti:
O di età pari / superiore a 75 anni;
O con reddito non superiore a € 8.000 (compreso quello del coniuge);
O non conviventi con soggetti titolari di reddito proprio (ad eccezione di colf / badanti / collaboratori domestici).
NB Tale agevolazione è limitata all’apparecchio televisivo ubicato nel luogo di residenza.

CONSERVATORI DI MUSICA – commi 346 e 347

In sede di approvazione, con l’aggiunta della nuova lett. e-quater) al comma 1 dell’art. 15, TUIR, a decorrere dal 2021, è possibile detrarre ai fini IRPEF, per un importo non superiore a € 1.000, le spese sostenute:
O da contribuenti con reddito complessivo non superiore a € 36.000;
O per l’iscrizione annuale e l’abbonamento di ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni a conservatori di musica, a istituzioni legalmente riconosciute di alta formazione artistica musicale e coreutica (AFAM), a scuole di musica iscritte nei registri regionali nonché a cori, bande e scuole di musica riconosciute da una Pubblica amministrazione, per lo studio e la pratica della musica.

BONUS “ASILO NIDO” – comma 343

È confermato, con riferimento ai nati dall’1.1.2016, il riconoscimento “a regime” (e non più, quindi, solo per determinate annualità) del bonus c.d. “asilo nido”, ossia del buono di € 1.500 a base annua e parametrato a 11 mensilità, per il pagamento delle rette dell’asilo nido pubblico / privato, nonché per forme di supporto presso la propria abitazione a favore dei bambini con età inferiore a 3 anni, affetti da gravi patologie croniche.
Inoltre, a decorrere dal 2020, il bonus è incrementato di:
O € 1.500 per i nuclei familiari il cui ISEE è pari o inferiore a € 25.000;
O € 1.000 per i nuclei familiari il cui ISEE è compreso tra € 25.001 e € 40.000.
Dal 2022 il relativo importo può essere rideterminato con uno specifico DPCM.

BONUS BEBÈ – comma 340

È confermato il riconoscimento dell’assegno di cui all’art. 1, comma 125, Finanziaria 2015 anche
per ogni figlio nato / adottato dall’1.1 al 31.12.2020, fino al compimento del primo anno d’età / primo anno d’ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione.
Il bonus, erogato mensilmente dall’INPS, è parametrato al valore dell’ISEE, come segue.
ISEE Bonus bebé
pari o inferiore a € 7.000 annui – € 1.920
da € 7.001 a € 40.000 annui – € 1.440
da € 40.001 annui – € 960

L’importo è aumentato del 20% in caso di figlio successivo al primo, nato o adottato nel 2020.

PROROGA CREDITO D’IMPOSTA INVESTIMENTI MEZZOGIORNO – comma 319

È confermata la proroga fino al 31.12.2020 del credito d’imposta per le imprese che acquistano
beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive delle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo).
Per le imprese agricole operanti nel settore della produzione primaria, della pesca e dell’acquacoltura, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli / della pesca / dell’acquacoltura l’agevolazione in esame è concessa nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa europea in materia di aiuti di Stato.

PROROGA SABATINI-TER – commi da 226 a 229

È confermato il riconoscimento di un’integrazione alla spesa per il periodo 2020 – 2025 ai fini della proroga dell’agevolazione c.d. “Sabatini – ter” prevista dall’art. 2, DL n. 69/2013, consistente nell’erogazione, a favore delle micro, piccole e medie imprese, di un contributo a parziale copertura degli interessi relativi al finanziamento stipulato per l’acquisto / acquisizione in leasing di beni strumentali nuovi da parte delle PMI.
È altresì prevista la destinazione di una parte delle risorse a favore delle predette imprese che
acquistano, anche in leasing, macchinari, impianti e attrezzature nuovi ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti / processi produttivi. In tal caso il contributo è rapportato agli interessi calcolati, convenzionalmente, sul finanziamento ad un tasso annuo pari al 3,575%.

COMMERCIO DI PIANTE E FIORI TRA IMPRENDITORI AGRICOLI – comma 225

In sede di approvazione è previsto l’inserimento del nuovo comma 3-bis all’art. 56-bis, TUIR
con il quale è disposto che gli imprenditori agricoli florovivaistici di cui all’art. 2135, C.c., che
commercializzano piante vive e prodotti della floricoltura:
O nel limite del 10% del volume d’affari;
O a favore di altri imprenditori agricoli florovivaistici;

determinano il relativo reddito applicando il coefficiente di redditività del 5% ai corrispettivi delle
operazioni registrate / soggette a registrazione ai fini IVA.

INVESTIMENTI BENI STRUMENTALI DA PARTE DI IMPRESE AGRICOLE – comma 123

In sede di approvazione è istituito uno specifico fondo al fine di favorire gli investimenti in beni
materiali strumentali nuovi da parte delle imprese agricole che determinano il reddito agrario ex art. 32, TUIR o per i soggetti che effettuano investimenti in beni immateriali strumentali di cui alla Tabella B, Finanziaria 2017 connessi ad investimenti “Industria 4.0”.
Le modalità attuative della nuova disposizione sono demandate al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF).

CREDITO D’IMPOSTA SICUREZZA DEGLI IMMOBILI – comma 118

In sede di approvazione, al fine di incrementare il livello di sicurezza degli immobili, è introdotto uno specifico credito d’imposta ai fini dell’imposta sul reddito, per le spese relative all’acquisizione e predisposizione dei sistemi di monitoraggio strutturale continuo.
Le modalità attuative della nuova disposizione sono demandate al MEF.

RINNOVO PARCO VEICOLARE IMPRESE TRASPORTO PASSEGGERI – commi da 113 a 117

In sede di approvazione è previsto, per il 2020, un contributo per il rinnovo del parco veicolare
delle imprese attive in Italia iscritte al Registro elettronico nazionale, finalizzato a:
O accrescere la sicurezza del trasporto su strada;
O ridurre gli effetti climalteranti.
L’agevolazione in esame riguarda gli investimenti effettuati dall’1.1 al 30.9.2020 finalizzati:
O alla “radiazione, per rottamazione, dei veicoli”:
– a motorizzazione termica fino a Euro 4;
– adibiti al trasporto di passeggeri, mediante noleggio di autobus con conducente (ex Legge n.
218/2003) e servizi automobilistici di competenza statale (ex D.Lgs. n. 285/2005);
– di categoria M2 / M3;
O alla contestuale acquisizione, anche in leasing, di autoveicoli nuovi / adibiti ai predetti servizi di trasporto passeggeri / di categoria M2 o M3, a trazione:
– alternativa a metano (CNG);
– gas naturale liquefatto (GNL);
– ibrida (diesel / elettrico);
– elettrica (full electric);
– motorizzazione termica Euro 6.
La nuova agevolazione, compresa tra € 4.000 / € 40.000 per ciascun veicolo, non è cumulabile con altre agevolazioni relative alla medesima tipologia di investimenti (incluse quelle “de minimis” di cui al Regolamento UE n. 1407/2013).
È demandata al MIT l’emanazione delle disposizioni attuative dell’agevolazione in esame.

CEDOLARE SECCA IMMOBILI COMMERCIALI

Merita sottolineare, infine, che non è stata (ri)proposta per il 2020 l’applicazione della cedolare
secca del 21% ai contratti relativi a unità immobiliari classificate nella categoria catastale
C/1 (negozi e botteghe) di superficie fino a 600 mq, escluse le pertinenze, e le relative pertinenze locate congiuntamente.

PROROGA DETRAZIONE “BONUS VERDE”

Si evidenzia che nell’ambito del recente DL n. 162/2019, c.d. “Decreto 1000 proroghe”, è contenuta la proroga per il 2020 del c.d. “Bonus verde”, ossia della detrazione IRPEF del 36%, su una spesa massima di € 5.000 per unità immobiliare ad uso abitativo, fruibile dal proprietario / detentore dell’immobile sul quale sono effettuati interventi di:
O “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
O realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

ACCERTAMENTI ESECUTIVI TRIBUTI ENTI LOCALI – commi da 784 a 815

È confermata, dall’1.1.2020, la modifica delle modalità di riscossione coattiva delle somme dovute agli Enti locali (Province, Città metropolitane, Comuni, Comunità montane, Unioni di Comuni, Consorzi tra Enti locali).
Come precisato nella Relazione illustrativa al ddl della Finanziaria 2020
“la riforma prevede l’estensione al settore degli enti locali delle novità presenti per
alcuni tributi erariali relative alla predisposizione degli atti inerenti al procedimento di
riscossione delle entrate, attraverso l’individuazione di un unico atto suscettibile di
diventare titolo esecutivo per la riscossione forzata”.
In particolare è prevista l’introduzione dell’accertamento esecutivo anche ai fini della riscossione dei tributi degli Enti locali (ad esempio, IMU / TASI) e delle entrate patrimoniali degli stessi (ad esempio, rette degli asili e oneri di urbanizzazione).
Di conseguenza l’avviso di accertamento nonché il connesso provvedimento di irrogazione delle
sanzioni devono riportare anche l’indicazione:
O dell’intimazione ad adempiere entro il termine di presentazione del ricorso (ovvero, per le entrate patrimoniali, entro 60 giorni dalla notifica dell’atto), all’obbligo di versamento degli importi indicati nello stesso, ovvero, in caso di tempestiva proposizione del ricorso, l’indicazione dell’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 19, D.Lgs. n. 472/97 concernente l’esecuzione delle sanzioni ovvero dell’art. 32, D.Lgs. n. 150/2011;
O che lo stesso costituisce titolo esecutivo;
O del soggetto che, decorsi 60 giorni dal termine per il pagamento, provvederà alla riscossione delle somme richieste, anche ai fini dell’esecuzione forzata.
I predetti atti acquisiscono efficacia di titolo esecutivo decorso il termine per la proposizione
del ricorso (ovvero, decorsi 60 giorni dalla notifica dell’atto per le entrate patrimoniali), senza la
preventiva notifica della cartella di pagamento e dell’ingiunzione fiscale.
NB L’atto non acquista efficacia di titolo esecutivo qualora emesso per somme inferiori a € 10
(tale limite è riferito all’intero debito dovuto, anche se relativo a più annualità). In tal caso il debito resta a carico del soggetto moroso e potrà essere oggetto di recupero tramite accertamento esecutivo nel momento in cui, cumulandosi con altri debiti maturati successivamente, sia superata la predetta soglia.
Dopo l’esecutività dell’atto, per il recupero di importi fino a € 10.000 l’Ente, prima dell’attivazione di una procedura esecutiva e cautelare, deve inviare un sollecito di pagamento al fine di avvisare il debitore che, qualora non provveda al pagamento entro 30 giorni, saranno attivate le predette procedure.
NB Gli atti di accertamento esecutivi potranno riguardare anche annualità pregresse. Infatti,
le novità in esame sono applicabili agli atti emessi dall’1.1.2020 “anche con riferimento ai
rapporti pendenti alla stessa data” (non rileva la data di notifica al contribuente).

 

DILAZIONE DELLE SOMME DOVUTE
In assenza di un’apposita disciplina regolamentare (ad esempio, regolamento Comunale), su
richiesta del debitore che versa in una situazione di temporanea ed obiettiva difficoltà, l’Ente concede la ripartizione delle somme dovute fino ad un massimo di 72 rate mensili,

L’Ente può prevedere ulteriori condizioni e modalità di rateizzazione, ferma restando comunque la durata massima non inferiore a 36 rate mensili per debiti superiori a € 6.000,01.
Inoltre, in caso di comprovato peggioramento della situazione del debitore, l’Ente può concedere “una sola volta” la proroga della dilazione per un ulteriore periodo e fino ad un massimo di 72 rate mensili (o per il periodo massimo previsto dal regolamento dell’Ente) a condizione che non sia intervenuta la decadenza dalla rateizzazione.
Decadenza dalla rateizzazione Il beneficio della rateizzazione decade ed il debito non può più essere rateizzato, in caso di mancato pagamento, dopo espresso sollecito, di 2 rate anche non consecutive nell’arco di 6 mesi nel corso del periodo di rateazione. L’intero importo ancora dovuto è immediatamente riscosso in unica soluzione.

IVIE / IVAFE – commi 710 e 711

In sede di approvazione è prevista, a decorrere dal 2020, l’estensione dell’IVIE e dell’IVAFE agli enti non commerciali e alle società semplici / equiparate che detengono, anche indirettamente,
immobili e attività finanziarie all’estero.
È altresi previsto che in caso di esonero dalla compilazione del quadro RW, ossia quando le attività finanziarie e patrimoniali sono affidate in gestione / amministrazione ad intermediari residenti, gli intermediari devono applicare e versare l’imposta dovuta dal contribuente previa apposita provvista.
Nel caso in cui il contribuente non fornisca la provvista, gli intermediari devono darne comunicazione all’Amministrazione finanziaria.

RIVALUTAZIONE BENI D’IMPRESA – commi da 696 a 703

È confermata la riproposizione della rivalutazione dei beni d’impresa (ad esclusione dei c.d.
“immobili merce”) e delle partecipazioni riservata alle società di capitali ed enti commerciali che
non adottano i Principi contabili internazionali.
La rivalutazione va effettuata nel bilancio 2019 e deve riguardare tutti i beni risultanti dal bilancio
al 31.12.2018 appartenenti alla stessa categoria omogenea.
Il saldo attivo di rivalutazione va imputato al capitale o in un’apposita riserva che ai fini fiscali è
considerata in sospensione d’imposta.
È possibile affrancare, anche parzialmente, tale riserva mediante il pagamento di un’imposta
sostitutiva IRES / IRAP pari al 10%.
Il maggior valore dei beni è riconosciuto ai fini fiscali (redditi e IRAP) a partire dal terzo esercizio
successivo a quello della rivalutazione (in generale, dal 2022) tramite il versamento di un’imposta sostitutiva determinata nelle seguenti misure:
O 12% per i beni ammortizzabili;
O 10% per i beni non ammortizzabili.
In caso di cessione / assegnazione ai soci / autoconsumo o destinazione a finalità estranee
all’esercizio dell’impresa prima dell’inizio del quarto esercizio successivo a quello di rivalutazione (in generale, 1.1.2022), la plus / minusvalenza è calcolata con riferimento al costo del bene ante rivalutazione.
In sede di approvazione è previsto che le imposte sostitutive dovute per il riconoscimento della
rivalutazione e per l’eventuale affrancamento della riserva vanno versate:
O per importi fino a € 3.000.000 in un massimo di 3 rate di pari importo di cui la prima con
scadenza entro il termine previsto per il saldo IRES, le altre con scadenza entro il termine previsto per il saldo IRES relativo ai periodi d’imposta successivi;
O per importi superiori a € 3.000.000 in un massimo di 6 rate di pari importo, di cui la prima con scadenza entro il termine previsto per il saldo IRES, la seconda entro il termine per previsto per il versamento della seconda / unica rata dell’acconto IRES relativo al periodo d’imposta successivo, le altre con scadenza, rispettivamente, entro il termine previsto per il saldo IRES e il termine previsto per il versamento della seconda / unica rata dell’acconto IRES per i periodi d’imposta successivi.
Gli importi dovuti possono essere compensati con eventuali crediti disponibili.
A seguito dell’espresso richiamo contenuto nel comma 10 trovano applicazione, “in quanto compatibili”, le disposizioni degli artt. 11, 13, 14 e 15, Legge n. 342/2000 e del relativo Decreto attuativo n. 162/2001, del Decreto n. 86/2002 nonché dei commi 475, 477 e 478 dell’art. 1, Legge n. 311/2004.

IMPOSTA SOSTITUTIVA PLUSVALENZE CESSIONE IMMOBILI – comma 695

In caso di cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati / costruiti da non più di 5
anni e di terreni edificabili l’art. 1, comma 496, Finanziaria 2006, prevede la possibilità di optare
ai fini della tassazione della plusvalenza realizzata (su richiesta del cedente resa al notaio), per
l’applicazione di un’imposta sostituiva, in luogo della tassazione ordinaria.
È confermato che la predetta imposta sostitutiva, riscossa dal notaio, è ora aumentata dal 20% al 26%.

RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI – commi 693 e 694

È confermata, per effetto della modifica dell’art. 2, comma 2, DL n. 282/2002, la possibilità di
rideterminare il costo d’acquisto di:
O terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi;
O partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, possedute a titolo di proprietà / usufrutto;
alla data dell’1.1.2020, non in regime d’impresa, da parte di persone fisiche, società semplici e
associazioni professionali, nonché di enti non commerciali.
È fissato al 30.6.2020 il termine entro il quale provvedere:

O alla redazione ed all’asseverazione della perizia di stima;
O al versamento dell’imposta sostitutiva.
L’imposta sostitutiva risulta ora fissata nelle seguenti misure:
O 11% (invariata) per le partecipazioni qualificate;
O 11% (in precedenza 10%) per le partecipazioni non qualificate;
O 11% (in precedenza 10%) per i terreni.

REGIME FORFETARIO – commi 691 e 692

È confermata l’introduzione di una serie di modifiche al regime forfetario che restringono la platea dei soggetti interessati all’adozione dello stesso dal 2020. In particolare le modifiche riguardano le condizioni di accesso / mantenimento del regime, con la conseguenza che molti soggetti forfetari nel 2019 dovranno “ritornare” dal 2020 al regime ordinario.
In sintesi è previsto:
O il mantenimento del limite di ricavi / compensi dell’anno precedente pari a € 65.000;
O la reintroduzione del limite (ora pari a € 20.000) relativo alle spese per lavoro (fino al 2018
fissato a € 5.000).
Rilevanti restrizioni sono introdotte (o meglio reintrodotte) anche per quanto riguarda le cause di esclusione disciplinate dal comma 57 dell’art. 1, Finanziaria 2015.
Sono confermate le incompatibilità introdotte dalla Finanziaria 2019 per i collaboratori familiari, per i soci di società di persone e di srl, nonché per i soggetti che operano prevalentemente nei confronti di committenti ex datori di lavoro nel biennio precedente.
È nuovamente operante l’esclusione dal regime forfetario per i soggetti che possiedono redditi
da lavoro dipendente / assimilati eccedenti € 30.000.
Sono pertanto penalizzati i dipendenti e i pensionati con redditi superiori al predetto limite i quali dal 2020 sono obbligati ad applicare il regime ordinario. È confermato che la limitazione non opera per i soggetti che hanno cessato il rapporto di lavoro; tuttavia si rammenta che il soggetto che cessa il rapporto di lavoro non può adottare il regime forfetario qualora operi prevalentemente nei confronti dell’ex datore di lavoro.
È incentivato l’utilizzo della fattura elettronica prevedendo la riduzione di un anno del termine
di decadenza dell’attività di accertamento ex art. 43, DPR n. 600/73.
È infine espressamente prevista la rilevanza del reddito forfetario per il riconoscimento /
determinazione delle deduzioni, detrazioni o benefici di qualsiasi titolo, anche di natura tributaria.

ESTROMISSIONE IMMOBILE DITTA INDIVIDUALE – comma 690

In sede di approvazione è (ri)proposta l’estromissione dell’immobile da parte dell’imprenditore
individuale. L’agevolazione:
O è riconosciuta agli immobili strumentali per natura ex art. 43, comma 2, TUIR, posseduti al
31.10.2019;
O riguarda le estromissioni poste in essere dall’1.1 al 31.5.2020;
O richiede il versamento dell’imposta sostitutiva dell’8%:
– nella misura del 60% entro il 30.11.2020;
– il rimanente 40% entro il 30.6.2021.
L’imposta sostitutiva va calcolata sulla differenza tra il valore normale dell’immobile e il relativo costo fiscalmente riconosciuto.

TRACCIABILITÀ DELLE DETRAZIONI – comma 679 e 680

È confermato che la detrazione IRPEF del 19% relativa agli oneri di cui all’art. 15, TUIR è riconosciuta a condizione che la spesa sia sostenuta mediante versamento bancario / postale / altri sistemi di pagamento tracciabili di cui all’art. 23, D.Lgs. n. 241/97 (ad esempio, carta di debito / di credito / prepagata).

BUONI PASTO MENSE AZIENDALI – comma 677

Con la modifica della lett. c) del comma 2 dell’art. 51, TUIR è confermato che non concorrono alla formazione del reddito le prestazioni sostitutive delle somministrazioni di vitto fino all’importo complessivo giornaliero di € 4 (buoni pasto cartacei) aumentato a € 8 se rese in forma elettronica (buoni pasto elettronici).
È confermata la non tassazione per:
O le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro o in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro / gestite da terzi;
O le indennità sostitutive, fino all’importo complessivo giornaliero di € 5,29, delle somministrazioni  di vitto corrisposte agli addetti:
– ai cantieri edili;
– ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo;
– ad unità produttive ubicate in zone prive di strutture / servizi di ristorazione.

FRINGE BENEFIT VEICOLI AZIENDALI – commi 632 e 633

In sede di approvazione è stata ridefinita la disciplina relativa agli autoveicoli / motocicli / ciclomotori assegnati in uso promiscuo ai dipendenti. Ora, il fringe benefit tassabile è regolato da due discipline distinte. In particolare, per i veicoli concessi in uso promiscuo:
O con contratti stipulati fino al 30.6.2020 è confermata la tassazione nella misura del 30%
dell’ammontare corrispondente alla percorrenza convenzionale di 15.000 km calcolato sulla base del costo chilometrico ACI, al netto dell’eventuale trattenuta al dipendente (è applicabile l’art. 51, comma 4, TUIR nelle versione in vigore fino al 31.12.2019);
O con contratti stipulati dall’1.7.2020 la percentuale applicabile all’importo corrispondente
alla percorrenza convenzionale di 15.000 km risulta variabile in relazione alla classe di
inquinamento del veicolo (di nuova immatricolazione) come di seguito specificato:

Emissione di CO2 del veicolo   —————-   % applicabile
Fino a 60 g/km 25%
Superiore a 60 g/km fino a 160 g/km 30%
Superiore a 160 g/km fino a 190 g/km 40% (50% per 2021)
Superiore a 190 g/km 50% (60% per 2021)

ACCISA GASOLIO COMMERCIALE – comma 630

Come noto, a favore degli esercenti l’attività di autotrasporto merci, sia in c/ proprio che per c/terzi, è previsto un beneficio connesso con la spesa per il carburante di veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 t, c.d. “caro petrolio”.
NB In sede di approvazione è previsto che dall’1.10.2020 (il testo originario prevedeva dall’1.3.2020) l’agevolazione non è riconosciuta per il gasolio consumato dai veicoli di categoria Euro 3 o inferiore (dal 2021 Euro 4 o inferiore).

RIMODULAZIONE ONERI DETRAIBILI IN BASE AL REDDITO – comma 629

Con l’aggiunta dei nuovi commi 3, 3-bis e 3-ter all’art. 15, TUIR è confermata la rimodulazione delle detrazioni per oneri in base al reddito del contribuente, assunto al netto del reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze, come segue:
O intero importo qualora il reddito complessivo non sia superiore a € 120.000;
O per la parte corrispondente al rapporto tra € 240.000, diminuito del reddito complessivo e €
120.000, qualora il reddito complessivo sia superiore a € 120.000.
NB La detrazione spetta per l’intero importo per le seguenti spese:
O interessi passivi prestiti / mutui agrari (nel limite dei redditi dei terreni);
O interessi passivi mutui ipotecari per l’acquisto / costruzione dell’abitazione principale;
O spese sanitarie.

ESTENSIONE “BONUS EDICOLE” 2020 – comma 393

In sede di approvazione il c.d. “Bonus edicole”, pari a € 2.000, a favore degli esercenti:
O attività commerciali operanti esclusivamente nella vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici;
O attività commerciali non esclusivi di cui all’art. 2, comma 3, D.Lgs. n. 170/2001 (ad esempio,
rivendite di generi di monopolio, rivendite di carburanti / oli minerali con il limite minimo di superficie pari a 1.500 mq, ecc.) se l’attività commerciale costituisce l’unico punto vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici nel Comune;
per il 2020 è esteso agli esercenti attività commerciali non esclusivi di cui al citato comma 3,
anche se l’attività non costituisce l’unico punto vendita al dettaglio di giornali / riviste / periodici
nel Comune.
Si rammenta che il credito d’imposta in esame è parametrato agli importi pagati a titolo di IMU,
TASI, Cosap e TARI con riferimento ai locali dove si svolge l’attività di vendita, nonché ad altre
eventuali spese di locazione / altre spese individuate dal MEF.
NB L’agevolazione in esame è riconosciuta prioritariamente agli esercenti attività commerciali
che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali / riviste / periodici.

SPESE VETERINARIE – comma 361

In sede di approvazione con la modifica dell’art. 15, comma 1, lett. c-bis), TUIR, è previsto l’aumento da da € 387,34 a € 500 della detrazione delle spese veterinarie (resta ferma la franchigia di € 129,11).

MISURE PREMIALI PER FAVORIRE I PAGAMENTI ELETTRONICI – commi da 288 a 290

È confermato il riconoscimento di un rimborso in denaro, al fine di incentivare l’utilizzo di pagamenti elettronici, a favore delle persone fisiche “private” maggiorenni residenti in Italia che effettuano “abitualmente” acquisti di beni / servizi con strumenti di pagamento elettro

RIPRISTINO ACE – comma 287

È confermata la soppressione già dal 2019 dell’agevolazione ex art. 2, commi da 1 a 8, DL n. 34/2019, c.d. “Decreto Crescita”, ossia della tassazione agevolata degli utili reinvestiti (aliquota IRES 15%).

Contestualmente dal 2019 è ripristinata l’agevolazione ACE disciplinata dall’art. 1, DL n. 201/2011 e dall’art. 1, commi da 549 a 552, Finanziaria 2017.
NB Il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio è determinato applicando la percentuale
pari all’1,3%.

“BONUS FACCIATE” – commi da 219 a 224

È confermata con modifiche e implementazioni l’introduzione della nuova detrazione, c.d. “bonus facciate”, pari al 90% delle spese sostenute nel 2020 per interventi edilizi sulle strutture opache della facciata, su balconi / fregi / ornamenti, inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero / restauro della facciata esterna degli edifici ubicati in zona A (centri storici) o B (totalmente o parzialmente edificate) di cui al DM n. 1444/68.
Se gli interventi influiscono sulle caratteristiche termiche dell’edificio ovvero interessano oltre
il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda dello stesso, è necessario rispettare i
requisiti previsti dai DDMM 26.6.2015 e 11.3.2008 e, ai fini dei controlli, quanto previsto dai commi 3-bis e 3-ter dell’art. 14, DL n. 63/2013 (riguardanti gli interventi di riqualificazione energetica).
La detrazione spettante va ripartita in 10 quote annuali di pari importo (non è previsto un limite
massimo di spesa).

“BONUS FORMAZIONE 4.0” – commi da 210 a 217

In sede di approvazione, il credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale “Impresa 4.0” (c.d. “Bonus Formazione 4.0”) di cui all’art. 1, commi da 46 a 56, Finanziaria 2018, è riconosciuto anche per le spese sostenute nel 2020. Rispetto alla disciplina vigente nel 2019, sono apportate le seguenti modifiche:
O il credito riconosciuto in misura diversa in base alla dimensione dell’impresa (50% delle spese,
nel limite di € 300.000 per le piccole imprese; 40% delle spese, nel limite di € 250.000 per le
medie imprese; 30% delle spese, nel limite di € 250.000 per le grandi imprese) è aumentato
per tutte le imprese al 60% (fermi restando i limiti massimi annuali) nel caso in cui i destinatari
delle attività di formazione siano lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati,
ai sensi del DM 17.10.2017;
O oltre alle imprese in difficoltà di cui all’art. 2, n. 18), Regolamento UE n. 651/2014, sono escluse dal credito d’imposta in esame anche le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, comma 2, D.Lgs. n. 231/2001;
O l’effettiva fruizione del credito d’imposta è subordinata alla condizione che l’impresa risulti in
regola con la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento
dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori;
O nel caso in cui le attività di formazione siano erogate da soggetti esterni all’impresa, si
considerano ammissibili anche le attività commissionate ad Istituti tecnici superiori;
O il credito d’imposta è utilizzabile dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese, esclusivamente in compensazione con il mod. F24;
O le imprese che si avvalgono del credito d’imposta sono tenute ad inviare una specifica
comunicazione al MISE, nei termini / modalità individuate con apposito DM;
O per il riconoscimento del credito d’imposta non risulta più necessario stipulare e depositare i
contratti collettivi aziendali / territoriali presso l’Ispettorato del lavoro;
O non può essere ceduto / trasferito “neanche all’interno del consolidato fiscale”.

CREDITO RICERCA E SVILUPPO – comma 209

In sede di approvazione è previsto che il credito d’imposta ricerca e sviluppo di cui all’art. 3, DL n. 145/2013 che doveva trovare applicazione anche per il 2020 è, ora, limitato alle spese sostenute dal 2015 al 2019.

CREDITO R&S / INNOVAZIONE TECNOLOGICA / ATTIVITÀ INNOVATIVE commi da 198 a 208

In sede di approvazione è introdotto dal 2020 uno specifico credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative.
Per la fruizione dell’agevolazione è richiesta un’apposita comunicazione al MISE, al quale è
demandata l’individuazione delle modalità e dei termini di invio della stessa.

 

SOGGETTI BENEFICIARI
Il credito d’imposta:
O spetta alle imprese residenti in Italia, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti,
a prescindere dalla forma giuridica, dal settore di appartenenza, dalla dimensione e dal regime di determinazione del reddito adottato;
O non spetta alle imprese:
– in liquidazione, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza
continuità aziendale, altra procedura concorsuale di cui al RD n. 267/42, al D.Lgs. n. 14/2019
(c.d. “Codice della crisi d’impresa”) ovvero da altre leggi speciali, nonchè a quelle che hanno in
corso un procedimento per la dichiarazione di una delle predette situazioni;
– destinatarie di sanzioni interdittive ex art. 9, comma 2, D.Lgs. n. 231/2001.
NB La spettanza dell’agevolazione in esame è subordinata al rispetto delle norme in materia
di sicurezza sul lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi
previdenziali ed assistenziali dei lavoratori.

 

MISURA DEL CREDITO D’IMPOSTA SPETTANTE
Il credito d’imposta è riconosciuto in misura differenziata a seconda dell’attività.

Va evidenziato che:
O la base di calcolo del credito d’imposta va assunta al netto di altre sovvenzioni / contributi
ricevuti per le stesse spese ammissibili;
O il limite massimo è ragguagliato ad anno qualora il periodo d’imposta sia diverso da 12 mesi;
O il beneficio spetta anche per più attività agevolabili nello stesso periodo d’imposta, nel rispetto dei massimali e a condizione che i progetti / spese di ciascuna attività siano separati analiticamente.

 

MODALITÀ DI UTILIZZO DEL CREDITO D’IMPOSTA
Il credito d’imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione con il mod. F24, in
3 quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione, a condizione che sia stata rilasciata l’apposita certificazione attestante l’effettivo sostenimento delle spese da parte di un revisore legale / società di revisione.
NB Per le imprese non obbligate alla revisione legale, le spese sostenute per ottenere il rilascio
della certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta, per un importo non
superiore a € 5.000, fermi restando comunque i predetti limiti massimi agevolabili.
Ai fini della compensazione non è applicabile il limite pari a € 700.000 annui ex art. 34, Legge n.
388/2000.
Non opera altresì il limite di € 250.000 annui previsto per i crediti da indicare nel quadro RU del mod. REDDITI ex art. 1, comma 53, Legge n. 244/2007.

 

CARATTERISTICHE DEL CREDITO D’IMPOSTA
Il credito d’imposta:
O non può essere ceduto / trasferito “neanche all’interno del consolidato fiscale”;
O non è tassato ai fini IRPEF / IRES / IRAP;
O non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi / componenti negativi ex artt. 61
e 109, comma 5, TUIR;
O è cumulabile con altre agevolazioni aventi ad oggetto gli stessi costi, a condizione che il cumulo,
tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito ai fini IRPEF / IRES e della
base imponibile IRAP, non comporti il superamento del costo sostenuto.

 

ADEMPIMENTI RICHIESTI
Il responsabile delle attività aziendali / del progetto o sottoprogetto deve predisporre una relazione tecnica illustrante le finalità, i contenuti ed i risultati delle attività ammissibili.
Per le attività commissionate a terzi, la relazione deve essere rilasciata dal soggetto che esegue tali attività.

 

 

CREDITO D’IMPOSTA INVESTIMENTI INDUSTRIA 4.0 – commi da 184 a 197

In sede di approvazione è ridefinita la disciplina delle agevolazioni fiscali previste dal Piano nazionale “Impresa 4.0”.

In luogo della proroga del maxi / iper ammortamento è ora previsto il riconoscimento di un
credito d’imposta alle imprese che dall’1.1.2020:
O fino al 31.12.2020;
ovvero
O fino al 30.6.2021 a condizione che entro il 31.12.2020 sia accettato il relativo ordine e pagati
acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione;
effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture ubicate in Italia.
Per la fruizione dell’agevolazione è richiesta un’apposita comunicazione al MISE, al quale è
demandata l’individuazione delle modalità e dei termini di invio della stessa.

 

SOGGETTI BENEFICIARI
Il nuovo credito d’imposta:
O spetta alle imprese residenti in Italia, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore di appartenenza, dalla dimensione e dal regime di determinazione del reddito;
O non spetta alle imprese:
– in liquidazione, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza
continuità aziendale, altra procedura concorsuale di cui al RD n. 267/42, al D.Lgs. n. 14/2019
(c.d. “Codice della crisi d’impresa”) ovvero da altre leggi speciali, nonchè a quelle che hanno in
corso un procedimento per la dichiarazione di una delle predette situazioni;
– destinatarie di sanzioni interdittive ex art. 9, comma 2, D.Lgs. n. 231/2001.
NB
La spettanza dell’agevolazione in esame è subordinata al rispetto delle norme in materia
di sicurezza sul lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi
previdenziali ed assistenziali dei lavoratori.

 

INVESTIMENTI AGEVOLABILI
L’agevolazione riguarda gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, nonché quelli in beni
immateriali strumentali nuovi di cui alla Tabella B, Finanziaria 2017 (comprese le spese per servizi
sostenute in relazione all’utilizzo di tali ultimi beni, mediante soluzioni di cloud computing, per la
quota imputabile per competenza). Sono esclusi dal beneficio gli investimenti in:
O veicoli di cui all’art. 164, comma 1, TUIR;
O beni materiali strumentali per i quali il DM 31.12.88 prevede un coefficiente di ammortamento
inferiore al 6,5%;
O fabbricati e costruzioni;
O beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori
dell’energia / acqua / trasporti, delle infrastrutture, delle poste / telecomunicazioni, della raccolta
e depurazione delle acque di scarico e smaltimento rifiuti.
Il credito d’imposta in esame è inoltre escluso per gli investimenti effettuati entro il 30.6.2020, per i quali è stato effettuato l’ordine entro il 31.12.2019 con pagamento di un acconto almeno pari al 20% del costo, per i quali è fruibile il maxi ammortamento per i beni strumentali / iper e maxi ammortamento per i beni immateriali ai sensi dell’art. 1, DL n. 34/2019.

 

MISURA DEL CREDITO D’IMPOSTA SPETTANTE
Beni di cui alla Tabella A, Finanziaria 2017
Con riferimento ai beni materiali di cui alla Tabella A, Finanziaria 2017 (per i quali, in precedenza, era riconosciuto l’iper ammortamento del 150% – dal 170% al 50% a seconda del costo), il credito d’imposta spetta in misura “scalettata”, ossia differenziata a seconda del costo di acquisizione degli investimenti.

Per gli investimenti in leasing, rileva il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.
Beni di cui alla Tabella B, Finanziaria 2017
Con riferimento ai beni immateriali di cui alla Tabella B, Finanziaria 2017 (per i quali, in precedenza, era riconosciuto il maxi ammortamento del 40%), il credito d’imposta spetta nella misura del 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a € 700.000.
Altri beni Relativamente ai beni agevolabili diversi da quelli di cui alle predette Tabelle A e B, il credito d’imposta spetta nella misura del 6% del costo (ex art. 110, comma 1, lett. b, TUIR, ossia comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione, con esclusione degli interessi passivi e delle spese generali), nel limite massimo di costi ammissibili pari a € 2.000.000.
Per gli investimenti in leasing, rileva il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.
NB: L’agevolazione in esame, assimilabile al precedente maxi ammortamento dei beni materiali
(pari al 40% – 30%) è riconosciuta anche ai lavoratori autonomi.

 

MODALITÀ DI UTILIZZO DEL CREDITO D’IMPOSTA
Il credito d’imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione con il mod. F24, in
5 quote annuali di pari importo (3 quote per gli investimenti in beni immateriali) a decorrere:

O dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni;
ovvero
O dall’anno successivo a quello in cui è intervenuta l’interconnessione per gli investimenti in beni
di cui alle predette Tabelle A e B. Qualora l’interconnessione avvenga in un periodo d’imposta
successivo a quello di entrata in funzione, il credito d’imposta può essere fruito per la parte
spettante riconosciuta per gli “altri beni” (nella misura del 6%). Di fatto è applicabile il medesimo
meccanismo previsto ai fini dell’iper ammortamento: dall’entrata in funzione del bene fino al
momento dell’interconnessione era comunque possibile fruire del maxi ammortamento.
Ai fini della compensazione non è applicabile il limite pari a € 700.000 annui ex art. 34, Legge n.
388/2000. Non opera altresì il limite di € 250.000 annui previsto per i crediti da indicare nel quadro
RU del mod. REDDITI ex art. 1, comma 53, Legge n. 244/2007.

 

 

CARATTERISTICHE DEL CREDITO D’IMPOSTA
Il credito d’imposta:
O non può essere ceduto / trasferito “neanche all’interno del consolidato fiscale”;
O non è tassato ai fini IRPEF / IRES / IRAP;
O non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi / componenti negativi ex artt. 61
e 109, comma 5, TUIR;
O è cumulabile con altre agevolazioni aventi ad oggetto gli stessi costi, a condizione che il cumulo,
tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito ai fini IRPEF / IRES e della
base imponibile IRAP, non comporti il superamento del costo sostenuto.

 

ADEMPIMENTI RICHIESTI
Il soggetto beneficiario è tenuto a conservare, a pena di revoca dell’agevolazione, la documentazione attestante l’effettivo sostenimento del costo e la corretta determinazione dell’importo agevolabile.
NB Le fatture / documenti devono riportare l’espresso riferimento alle disposizioni normative
in esame.
Relativamente agli investimenti in beni di cui alle predette Tabelle A e B è richiesta una perizia
attestante le caratteristiche tecniche dei beni e l’interconnessione al sistema aziendale.
Per i beni di costo unitario pari o inferiore a € 300.000, la perizia può essere sostituita da una
dichiarazione resa dal legale rappresentante.

 

CESSIONE BENE AGEVOLATO
Qualora il bene agevolato sia ceduto a titolo oneroso / destinato a strutture produttive situate all’estero (anche appartenenti allo stesso soggetto) entro il 31.12 del secondo anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento, il credito d’imposta è ridotto in misura corrispondente, escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo.
Il maggior credito, se utilizzato in compensazione, va riversato entro il termine di versamento del saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si verifica il predetto evento, senza sanzioni ed interessi.
È prevista l’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 35 e 36 dell’art. 1, Finanziaria 2018 in
materia di investimenti sostitutivi.

 

 

ESENZIONE IRPEF COLTIVATORI DIRETTI / IAP – comma 183

È confermata l’estensione anche al 2020 dell’esenzione IRPEF dei redditi dominicali / agrari
dei coltivatori diretti / imprenditori agricoli professionali. Per il 2021 la tassazione ai fini IRPEF dei predetti redditi è fissata nella misura del 50%.

PROROGA “SPORT BONUS” – commi da 177 a 180

È confermata la proroga al 2020 del credito d’imposta, c.d. “sport bonus”, disciplinato dall’art.
1, commi da 621 a 626, Finanziaria 2019, a favore dei soggetti che effettuano erogazioni liberali
per interventi di manutenzione / restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture, ancorché destinati ai soggetti concessionari.
Si rammenta che:
O il credito d’imposta, pari al 65% delle erogazioni liberali in denaro, è ripartito in 3 quote annuali di pari importo ed è riconosciuto:
– alle persone fisiche / enti non commerciali nel limite del 20% del reddito imponibile;
– ai soggetti titolari di reddito d’impresa nel limite del 10‰ dei ricavi annui;
O le modalità attuative dell’agevolazione in esame sono contenute nel DPCM 30.4.2019.

PROROGA DETRAZIONE “BONUS MOBILI” – comma 175, lett. b), n. 2)

Con la modifica dell’art. 16, comma 2, DL n. 63/2013, è confermato anche per il 2020 il c.d. “bonus mobili”.
In particolare, la detrazione IRPEF del 50% sulla spesa massima di € 10.000 può essere fruita
da parte dei soggetti che nel 2020 sostengono spese per l’acquisto di mobili e/o grandi
elettrodomestici rientranti nella categoria A+ (A per i forni) finalizzati all’arredo dell’immobile
oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati a decorrere dall’1.1.2019.

PROROGA DETRAZIONE RECUPERO EDILIZIO – comma 175, lett. b), n. 1)

Con la modifica dell’art. 16, comma 1, DL n. 63/2013, è confermata la proroga dal 31.12.2019 al
31.12.2020 del termine entro il quale devono essere sostenute le spese relative agli interventi di
recupero del patrimonio edilizio per poter fruire della detrazione del 50%, sull’importo massimo
di € 96.000, di cui all’art. 16-bis, TUIR.
Si rammenta che per gli interventi di adozione di misure antisismiche di cui alla lett. i) del comma 1 del citato art. 16-bis su edifici ubicati nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3, compresi quelli di demolizione e ricostruzione di interi edifici con riduzione del rischio sismico effettuati dall’impresa che li cede entro 18 mesi dalla fine dei lavori, il citato art. 16 prevede già il riconoscimento della relativa detrazione (c.d. “sisma bonus”) per le spese sostenute fino al 31.12.2021.

PROROGA DETRAZIONE RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA – comma 175, lett. a)

Con la modifica dell’art. 14, DL n. 63/2013 è confermata la proroga dal 31.12.2019 al 31.12.2020 del termine entro il quale devono essere sostenute le spese relative agli interventi di riqualificazione energetica di cui all’art. 1, commi da 344 a 347, Finanziaria 2007 per poter fruire della detrazione del 65% – 50%.
Il riconoscimento della detrazione per le spese sostenute nel 2020 è prorogato anche per gli
interventi di acquisto e posa in opera di:

O schermature solari (art. 14, comma 2, lett. b);
O micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti (art. 14, comma 2, lett. b-bis);
O impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse
combustibili (art. 14, comma 2-bis).
Si rammenta che per gli interventi di riqualificazione energetica sulle parti comuni
condominiali nonché per quelli finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico
e alla riqualificazione energetica il citato art. 14 prevede già il riconoscimento delle relative
detrazioni per le spese sostenute fino al 31.12.2021.

“SCONTO IN FATTURA” EFFICIENZA ENERGETICA / SISMA BONUS – commi 70 e 176

In sede di approvazione sono stati abrogati i commi 2, 3 e 3-ter dell’art. 10, DL n. 34/2019 e,
pertanto, dall’1.1.2020 non è più possibile richiedere il c.d. “sconto in fattura” in luogo della
fruizione della relativa detrazione prevista per:
O l’adozione di misure antisismiche, ai sensi del DL n. 63/2013 (c.d. “sisma bonus”);
O gli interventi finalizzati al conseguimento di risparmio energetico di cui all’art. 16-bis, comma
1, lett h), TUIR.
A seguito della modifica del comma 3.1 dell’art. 14, DL n. 63/2013, riguardante la possibilità di
richiedere al fornitore / soggetto che esegue i lavori il riconoscimento del c.d. “sconto in fattura”
in luogo della detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica su parti
comuni condominiali di cui al medesimo art. 14 (interventi di cui all’art. 1, commi da 344 a 347,
Finanziaria 2007), a decorrere dall’1.1.2020 tale possibilità è circoscritta agli interventi di
ristrutturazione importante di primo livello di importo pari o superiore a € 200.000.
Si rammenta che in base all’Allegato 1 del DM 26.6.2015, per ristrutturazioni importanti di primo livello si intende l’intervento che “oltre a interessare l’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 50 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, comprende anche la ristrutturazione dell’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva asservito all’intero edificio”.

RIDUZIONE CEDOLARE SECCA CONTRATTI A CANONE CONCORDATO – comma 6

È confermata la riduzione dal 15% al 10% dell’aliquota della cedolare secca per i contratti a canone concordato, calcolata sul canone di locazione pattuito dalle parti.

DEDUCIBILITÀ IMU – comma 4 e 5

Con la modifica dell’art. 3, DL n. 34/2019, è confermato che per il 2019 l’IMU è deducibile, relativamente agli immobili strumentali, nella misura del 50% a favore di imprese / lavoratori autonomi.
In sede di approvazione è previsto che quanto sopra è applicabile anche all’IMI (vigente in Provincia di Bolzano) e all’IMIS (vigente in Provincia di Trento).

STERILIZZAZIONE AUMENTI ALIQUOTE IVA – comma 3

È confermato anche per il 2020 il mantenimento dell’aliquota IVA ridotta del 10% (passerà al 12% dal 2021) e dell’aliquota IVA ordinaria del 22% (passerà al 25% dal 2021 e al 26,50% dal 2022).

ACCONTO IRPEF / IRES / IRAP SOGGETTI ISA – Art. 58

È confermato che a decorrere dal 27.10.2019, a favore dei soggetti esercenti attività per le quali
sono stati approvati gli ISA (con ricavi / compensi non superiori a € 5.164.569), l’acconto IRPEF
/ IRES / IRAP va versato in 2 rate di pari importo (50%).
La disposizione è applicabile anche ai soci / associati / collaboratori familiari / società trasparenti ex art. 115 e 116, TUIR.
Per l’acconto 2019 è “fatto salvo” quanto già versato con la prima rata (40%). Di fatto, per tale
anno la misura dell’acconto risulta pari al 90% (40% prima rata + 50% seconda rata).
L’acconto 2019 va determinato nella misura del 90% (anziché 100%) anche da parte dei soggetti
tenuti al versamento in unica soluzione.

AGEVOLAZIONI VEICOLI ELETTRICI E A MOTORE IBRIDO – Art. 53-bis

In sede di conversione è stato previsto che l’aliquota IVA ridotta del 4% di cui al n. 31), Tabella A,
parte II, DPR n. 633/72, è applicabile anche agli autoveicoli di cui all’art. 54, comma 1, lett. a), c)
e f), D.Lgs. n. 285/92 (autovettore, autoveicoli per trasporto promiscuo e per trasporti specifici) di cilindrata fino a 2.000 cc se con motore a benzina o ibrido, e a 2.800 cc se con motore diesel o ibrido, e di potenza non superiore a 150 kW se con motore elettrico (in precedenza fino a 2.000 cc se con motore a benzina, e a 2.800 cc se con motore diesel) ceduti:
O a soggetti con ridotte capacità motorie o a familiari di cui essi sono fiscalmente a carico;
O a soggetti non vedenti e a soggetti sordomuti ovvero ai familiari di cui essi sono fiscalmente a
carico.

Analogamente sono state modificate:
O la disposizione di cui all’art. 1, Legge n. 97/86 relativa “all’assoggettamento all’imposta sul valore aggiunto con aliquota ridotta dei veicoli adattati ad invalidi”;
O la disposizione di cui all’art. 8, Legge n. 449/97 relativa ai soggetti portatori di handicap.

ACQUISTO DISPOSITIVI ANTIABBANDONO – Art. 52

È confermato, con la sostituzione dell’art. 1, comma 296, Finanziaria 2019 il riconoscimento, per il 2019 e 2020, del contributo per l’acquisto dei c.d. “dispositivi antiabbandono” pari a € 30.
Le disposizioni attuative sono demandate al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).
In sede di conversione è previsto che le sanzioni a carico dei soggetti che non usano il dispositivo di allarme in esame (da € 83 a € 333 con sottrazione di 5 punti della patente) sono applicabili dal 6.3.2020.

ADDIZIONALE REGIONE IRPEF REGIONI A STATUTO ORDINARIO – Art. 46

È confermato che dal 2021 (in precedenza 2020), con riferimento all’anno d’imposta precedente,
l’addizionale regionale IRPEF delle Regioni a statuto ordinario è rideterminata con apposito DPCM.

REATI TRIBUTARI – Art. 39

È confermata la modifica del D.Lgs. n. 74/2000 in materia di sanzioni penali. In sede di conversione sono state apportate alcune modifiche alle sanzioni previste dal testo originario del Decreto in esame.
In particolare ora è disposto che:
O in caso di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture / altri documenti per operazioni
inesistenti ex art. 2, comma 1, del citato Decreto è prevista la reclusione da 4 a 8 anni (in
precedenza da un anno e 6 mesi a 6 anni).
Con l’aggiunta dell’art. 25-quinquiesdecies lett. a) al D.Lgs. n. 231/2001 è previsto che in tale
circostanza è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino a 500 quote;
O con l’aggiunta del comma 2-bis all’art. 2 del citato Decreto se l’ammontare degli elementi
passivi fittizi è inferiore a € 100.000, è applicabile la reclusione da un anno e 6 mesi a 6 anni.
Con l’aggiunta dell’art. 25-quinquiesdecies lett. b) al D.Lgs. n. 231/2001 è previsto che in tale
circostanza è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino a 400 quote;
O in caso di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente ovvero documenti falsi / altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’accertamento e ad indurre in errore l’Amministrazione finanziaria) è applicabile la reclusione da 3 a 8 anni (in precedenza da un anno e 6 mesi a 6 anni).
Con l’aggiunta dell’art. 25-quinquiesdecies lett. c) al D.Lgs. n. 231/2001 è previsto che in tale
circostanza è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino a 500 quote;
O in caso di dichiarazione infedele è prevista la reclusione da 2 anni a 4 anni e 6 mesi (in
precedenza da 1 a 3 anni) se:
– l’IRPEF / IRES / IVA evasa è superiore a € 100.000 (in precedenza € 150.000);
– l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante
indicazione di elementi passivi inesistenti, è superiore al 10% dell’ammontare complessivo degli
elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, superiore a € 2 milioni (in precedenza €
3 milioni).
Con la modifica del comma 1-ter è previsto che non danno luogo a fatti punibili le valutazioni che complessivamente (in precedenza singolarmente) considerate, differiscono in misura inferiore al 10% da quelle corrette.
O in caso di omessa dichiarazione è prevista la reclusione da 2 a 5 anni (in precedenza da un
anno e 6 mesi a 4 anni). L’omessa presentazione del mod. 770 è punita con la reclusione da 2 a 5 anni (in precedenza da un anno e 6 mesi a 4 anni) qualora l’ammontare delle ritenute non versate sia superiore a € 50.000;
O in caso di emissione di fatture / altri documenti per operazioni inesistenti è prevista la
reclusione da 4 a 8 anni (in precedenza da un anno e 6 mesi a 6 anni).
Con l’aggiunta dell’art. 25-quinquiesdecies lett. d) al D.Lgs. n. 231/2001 è previsto che in tale
circostanza è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino a 500 quote.
Con l’aggiunta del comma 2-bis all’art. 8 del citato Decreto se l’importo non rispondente
al vero indicato nelle fatture / documenti, per periodo d’imposta, è inferiore a € 100.000, è
applicabile la reclusione da un anno e 6 mesi a 6 anni. In tale circostanza, con l’aggiunta dell’art.
25-quinquiesdecies lett. e) al D.Lgs. n. 231/2001 è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino
a 400 quote;
O in caso di occultamento / distruzione di documenti contabili è prevista la reclusione da 3 a 7
anni (in precedenza da un anno e 6 mesi a 6 anni).
Con l’aggiunta dell’art. 25-quinquiesdecies lett. f) al D.Lgs. n. 231/2001 è previsto che in tale
circostanza è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino a 400 quote;
O con l’aggiunta dell’art. 25-quinquiesdecies lett. g) al D.Lgs. n. 231/2001 in caso di sottrazione
fraudolenta al pagamento di imposte è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino a 400
quote;
O se, in seguito alla commissione dei reati di cui alle lett. da a) a g) del citato art. 25-quinquiesdecies,
l’ente ha conseguito un profitto di rilevante entità la sanzione è aumentata di 1/3;
O nei casi di cui alle citate lett. da a) a g) e nel caso di conseguimento di un profitto rilevante con
conseguente applicazione della sanzione aumentata di 1/3 sono applicabili le seguenti sanzioni
interdittive di cui al D.Lgs. n. 231/2001:
– divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di
un pubblico servizio;
– esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli
gia’ concessi;
– divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Merita evidenziare che in sede di conversione non è stata confermata la riduzione delle soglie
(rispettivamente € 100.000 e € 150.000) della rilevanza penale dell’omesso versamento di ritenute dovute / certificate e dell’IVA che pertanto rimangono fissate rispettivamente a € 150.000 e € 250.000.

MODALITÀ DI PAGAMENTO TASSA AUTOMOBILISTICA – Art. 38-ter

In sede di conversione è previsto che a partire dall’1.1.2020 i pagamenti relativi alla tassa
automobilistica sono effettuati mediante la piattaforma tecnologica per l’interconnessione e
l’interoperabilità di cui all’art. 5, comma 2, D.Lgs. n. 82/2005 (“PagoPA”).

INTERESSI SU VERSAMENTI / RISCOSSIONE E RIMBORSI – Art. 37, commi 1-ter e 1-quater

In sede di conversione è previsto che il tasso di interesse per il versamento, riscossione e i rimborsi “di ogni tributo” è stabilito “nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica”, in misura compresa tra lo 0,1% e il 3%.
È comunque demandata al MEF l’individuazione di misure differenziate con riferimento agli
interessi:
O sulle rate delle imposte / contributi dovuti a titolo di saldo / acconto ex art. 20, D.Lgs. n. 241/97;
O per ritardata iscrizione a ruolo, per dilazione di pagamento, di mora, per sospensione amministrativa della riscossione nonché per ritardato rimborso delle imposte pagate di cui rispettivamente agli artt. 20, 21, 30, 39 e 44, DPR n. 602/73;
O sulle rate delle somme dovute per effetto dell’accertamento con adesione, nonchè in caso di
omessa impugnazione ex art. 8, comma 2 e 15, commi 2 e 2-bis, D.Lgs. n. 218/97.

COMPENSAZIONE SOMME ISCRITTE A RUOLO CON CREDITI P.A. – Art. 37, comma 1-bis

In sede di conversione è prevista anche per il 2019 e 2020, con riferimento ai carichi affidati
all’Agente della Riscossione entro il 31.10.2019, la possibilità, per le imprese / lavoratori autonomi, di compensare, utilizzando il mod. F24 “crediti PPAA”, le somme riferite a cartelle esattoriali con i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili relativi a somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione, a condizione che la somma iscritta a ruolo sia pari o inferiore al credito vantato.

RIAPERTURA TERMINI DI PAGAMENTO “ROTTAMAZIONE-TER” – Art. 37, comma 1

È confermata la proroga dal 31.7.2019 al 30.11.2019 il termine di pagamento dell’unica soluzione / prima rata delle somme dovute ai fini della c.d. “rottamazione-ter” relativa ai carichi affidati all’Agente della riscossione dal 2000 al 2017, comprese quelle dovute dai soggetti che hanno aderito alla definizione ex DL n. 148/2017 ammessi alla rottamazione-ter ovvero a seguito di presentazione dell’istanza di adesione nonché dai soggetti colpiti dal sisma del Centro Italia avente inizio il 24.8.2016 per i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 2000 al 30.9.2017.
NB La proroga riguarda, in particolare, coloro che hanno aderito alla definizione tramite
presentazione del mod. DA-2018 / DA-2018-D entro il 30.4.2019 ovvero ammessi
automaticamente alla rottamazione-ter.
Come evidenziato nella Relazione illustrativa al Decreto in esame “l’intervento normativo è volto ad evitare disparità di trattamento tra i debitori che hanno tempestivamente presentato la propria dichiarazione di adesione alla c.d. «rottamazione -ter» entro il 30 aprile 2019 – ovvero che provengono dalla c.d. «rottamazione-bis» o siano stati colpiti dagli eventi sismici verificatisi nel 2016 nell’Italia Centrale – e quelli che hanno fruito della riapertura del termine di relativa presentazione alla data del 31 luglio 2019” utilizzando il mod. DA-2018-R.

INCENTIVI CONTO ENERGIA – Art. 36

Al fine di superare il divieto di cumulo degli incentivi alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici con la detassazione di cui all’art. 6, commi da 13 a 19, Legge n. 388/2000, c.d. “Tremonti ambiente” che consentiva alle piccole e medie imprese (PMI) di beneficiare della detassazione del costo degli investimenti ambientali, è confermato che, il contribuente, per mantenere il diritto a beneficiare delle tariffe incentivanti riconosciute dal GSE per la produzione di energia elettrica, deve versare una somma
“determinata applicando alla variazione in diminuzione effettuata in dichiarazione relativa
alla detassazione per investimenti ambientali l’aliquota d’imposta pro tempore vigente”.
I soggetti che intendono avvalersi della predetta definizione devono:
O presentare un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate le cui modalità / contenuto
saranno individuate da uno specifico Provvedimento;
O versare gli importi dovuti entro il 30.6.2020.
Nella predetta comunicazione il contribuente deve:
O indicare l’eventuale pendenza di giudizi relativi il recupero delle agevolazioni non spettanti;
O rinunciare agli stessi giudizi che sono sospesi dal Giudice (dietro presentazione di copia della
comunicazione e nelle more del pagamento delle somme dovute).
NB L’estinzione del giudizio è subordinata:
O al perfezionamento della definizione;
O alla produzione della documentazione attestante i pagamenti effettuati.
In sede di conversione è previsto altresì che nel caso in cui il contribuente versi la suddetta somma, il GSE:
O non applica le decurtazioni degli incentivi di cui all’art. 42, D.Lgs. n. 28/2011 previste nel caso
in cui a seguito della verifica ispettiva del GSE siano accertate violazioni rilevanti ai fini della
erogazione degli incentivi;
O tiene conto della suddetta disciplina relativa ai giudizi pendenti.

COMPARTECIPAZIONE COMUNALE AL GETTITO ACCERTATO – Art. 34

È confermata la proroga fino al 2021 dell’attribuzione ai Comuni che abbiano contribuito all’attività di accertamento, (ex art. 1, comma 12-bis, DL n. 138/2011) di una quota pari al 100% delle somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo nonché delle sanzioni applicate sui maggiori contributi riscossi a titolo definitivo.

RIPRESA VERSAMENTI / ADEMPIMENTI EVENTI SISMICI SICILIA – Art. 33

È confemato, per i soggetti persone fisiche non titolari / titolari di partita IVA di cui al DM 25.1.2019 che:
O avevano al 26.12.2018 la residenza / sede legale / sede operativa in uno dei seguenti Comuni:
Aci Bonaccorsi Acireale Trecastagni
Aci Catena Milo Viagrande
Aci Sant’Antonio Santa Venerina Zafferana Etnea
O hanno beneficiato, a seguito del sisma del 26.12.2018, della sospensione dei termini per i
versamenti tributari scadenti nel periodo 26.12.2018 – 30.9.2019;
che il versamento di quanto sospeso va effettuato:
O in un’unica soluzione entro il 16.1.2020;
ovvero O in un massimo di 18 rate mensili di pari importo, a decorrere dal 16.1.2020, da versare entro il giorno 16 di ogni mese.
NB Gli adempimenti tributari sospesi, diversi dai versamenti, vanno effettuati entro il 31.1.2020.

UTILI DISTRIBUITI A SOCIETÀ SEMPLICI – Art. 32-quater

In sede di conversione è stata definita la modalità di tassazione dei dividendi distribuiti ad una
società semplice da parte di società di capitali ed enti commerciali / non commerciali residenti.
In particolare è previsto che i dividendi si intendono percepiti per trasparenza dai rispettivi soci,
con applicazione del trattamento fiscale collegato alla natura giuridica degli stessi.

Va evidenziato che il suddetto trattamento riguarda i soci residenti in Italia.
NB Le medesime previsioni sono applicabili anche per le somme / valore normale dei beni
ricevuti in caso di recesso / esclusione / riscatto / riduzione del capitale sociale esuberante /
liquidazione della società ex art. 47, comma 7, TUIR.

ALIQUOTA IVA PRODOTTI IGIENE FEMMINILE – Art. 32-ter

In sede di conversione, con l’aggiunta del n. 1-quinquies) alla Tabella A, parte II-bis, DPR n. 633/72 è previsto che le cessioni di prodotti per la protezione dell’igiene femminile compostabili o lavabili nonché di coppette mestruali sono soggette all’aliquota IVA ridotta del 5%.

L’aliquota agevolata è applicabile dalle operazioni effettuate dall’1.1.2020.

IMPONIBILITÀ IVA SCUOLE GUIDA – Art. 32

In sede di conversione è stato modificato l’intervento sull’art. 10, comma 1, n. 20), DPR n. 633/72
finalizzato all’adeguamento della normativa IVA nazionale alla sentenza della Corte di Giustizia UE 14.3.2019, causa C-449/17 (Informative SEAC 26.3.2019, n. 99 e 4.9.2019, n. 245).
In particolare, ora il Legislatore aggiunge alla citata disposizione la previsione in base alla quale
le prestazioni didattiche non comprendono l’insegnamento della guida automobilistica ai fini
dell’ottenimento della patente per i veicoli delle categorie B e C1. La disposizione in esame è
applicabile a decorrere dall’1.1.2020.
In tale contesto il Legislatore ha previsto che “sono fatti salvi” i comportamenti difformi adottati
dai contribuenti fino al 31.12.2019 per effetto della citata sentenza comunitaria.
È confermata la soppressione dell’esonero dalla certificazione tramite scontrino / ricevuta fiscale previsto dall’art. 2, lett. q), DPR n. 696/96 per le prestazioni finalizzate al conseguimento della patente rese dalle autoscuole.
Tuttavia, fino al 30.6.2020 le autoscuole possono continuare a certificare le predette prestazioni con l’emissione dello scontrino / ricevuta fiscale in luogo della memorizzazione elettronica / trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate (utilizzo registratore telematico).

REGISTRO UNICO OPERATORI GIOCO PUBBLICO – Art. 27

È confermato, al fine di contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore dei giochi e la diffusione del gioco illegale, l’istituzione del Registro Unico degli Operatori del Gioco Pubblico, a decorrere dal 2020, presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
L’iscrizione al Registro:
O costituisce titolo abilitativo per i soggetti che svolgono attività in materia di gioco pubblico;
O è obbligatoria per i soggetti già titolari al 25.12.2019 dei diritti e dei rapporti in esso previsti;
O è disposta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli previa verifica in capo al richiedente:
– del possesso delle licenze di pubblica sicurezza di cui agli artt. 86 e 88, TULPS;
– del possesso delle autorizzazioni e concessioni necessarie ai sensi delle specifiche normative
di settore e della certificazione antimafia;
– del versamento della somma specifica dovuta, così individuata.

I soggetti che:
O operano in più ambiti di gioco sono tenuti al versamento di una sola somma d’iscrizione;
O svolgono più ruoli nell’ambito della filiera del gioco devono versare la somma più alta tra quelle
previste per le categorie in cui operano.
NB L’iscrizione al Registro deve essere rinnovata annualmente.
È demandata al MEF la definizione delle disposizioni applicative relative alla tenuta / iscrizione /
cancellazione del Registro nonchè le modalità di effettuazione del suddetto versamento.

CREDITO D’IMPOSTA COMMISSIONI PAGAMENTI ELETTRONICI – Art. 22

È confermato il riconoscimento di un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate tramite carte di credito / debito / prepagate a favore degli esercenti attività d’impresa / lavoratori autonomi a condizione che i ricavi / compensi relativi all’anno precedente non siano superiori a € 400.000.
In sede di conversione è prevista l’estensione del credito in esame anche alle commissioni
addebitate sulle transazioni effettuate mediante altri strumenti di pagamento elettronici
tracciabili. Il credito d’imposta:
– O spetta per le commissioni dovute in relazione alle cessioni di beni / prestazioni di servizi effettuate nei confronti di consumatori finali a decorrere dall’1.7.2020;
– O è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel mod. F24 a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa;
– O va indicato nella dichiarazione dei redditi di maturazione del credito ed in quelle successive fino alla conclusione dell’utilizzo;
– O non è tassato ai fini IRPEF / IRES / IRAP e non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli
interessi passivi / componenti negativi ex artt. 61 e 109, comma 5, TUIR.
Si evidenzia che l’agevolazione è applicabile nel rispetto delle condizioni e dei limiti degli “aiuti de minimis” di cui al Regolamento UE n. 1407/2013.
Gli operatori che mettono a disposizione degli esercenti i predetti sistemi di pagamento devono
trasmettere all’Agenzia delle Entrate le informazioni necessarie per verificare la spettanza del credito.
Le modalità ed il contenuto delle comunicazioni sono demandati all’Agenzia delle Entrate.

CERTIFICAZIONI FISCALI E PAGAMENTI ELETTRONICI – Art. 21

Ai sensi dell’art. 5, D.Lgs. n. 82/2005, c.d. “Codice dell’Amministrazione Digitale”, le Pubbliche
amministrazioni / gestori di servizi pubblici / società a controllo pubblico, sono obbligati ad
accettare, tramite una specifica piattaforma, i pagamenti spettanti a qualsiasi titolo attraverso
sistemi di pagamento elettronico, inclusi, per i micro-pagamenti, quelli basati sull’uso del credito telefonico.
Con l’aggiunta del nuovo comma 2-sexies al citato art. 5 è confermato che tale piattaforma può
essere utilizzata anche anche per facilitare e automatizzare, attraverso i pagamenti elettronici,
i processi di certificazione fiscale tra soggetti privati, quali, ad esempio, la fatturazione
elettronica e la memorizzazione / trasmissione dei corrispettivi giornalieri ex artt. 1 e 2, D.Lgs.
n. 127/2015.
Come specificato nella Relazione illustrativa al Decreto in esame, l’obiettivo della nuova previsione è quello di integrare la citata piattaforma con ulteriori funzionalità al fine di mettere a disposizione, in modo automatico durante il pagamento, i dati necessari per predisporre la fattura elettronica agli esercenti aderenti e ai loro eventuali provider di fatturazione, per le transazioni effettuate mediante carta di pagamento su POS opportunamente integrati.
In sede di conversione è previsto che a decorrere dall’1.1.2021 i commercianti al minuto e i soggetti assimilati di cui all’art. 22, DPR n. 633/72, che adottano sistemi evoluti di incasso, mediante carte di debito / credito e altre forme di pagamento elettronico, dei corrispettivi relativi alle cessioni di beni / prestazioni di servizi, che permettono la memorizzazione / innalzamento / sicurezza dei dati, possono adempiere all’obbligo di memorizzazione / trasmissione telematica tramite l’utilizzo di tali sistemi.
È demandata all’Agenzia la definizione delle informazioni da trasmettere, le regole tecniche, i termini per la trasmissione telematica e le caratteristiche dei citati sistemi.

PREMI CASHLESS – Art. 19, comma 1, lett. b)

È confermata, con la riscrittura del comma 542 dell’art. 1, Finanziaria 2017, al fine di incentivare
l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici da parte dei consumatori, l’istituzione di premi
speciali, per un ammontare complessivo annuo non superiore a € 45 milioni, da attribuire tramite estrazioni aggiuntive a quelle ordinarie previste per la predetta lotteria, ai soggetti (persone fisiche maggiorenni residenti in Italia, che effettuano acquisti di beni / servizi, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione) che effettuano transazioni tramite strumenti che consentano il pagamento elettronico.
Sono altresì previsti premi anche per gli esercenti che certificano le cessioni di beni / prestazioni di servizi mediante fattura elettronica ex art. 2, comma 1, D.Lgs n. 127/2015.
Le modalità di attuazione della nuova disposizione sono demandate all’Agenzia delle Entrate.

LOTTERIA DEGLI SCONTRINI – Artt. 19, comma 1, lett. a) e 20

Con riferimento alle operazioni effettuate a decorrere dall’1.1.2020, l’art. 1, comma 540, Finanziaria 2017 prevede la possibilità da parte dei contribuenti, persone fisiche maggiorenni residenti in Italia, che effettuano acquisti di beni / servizi, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate di partecipare
all’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale.
In sede di conversione è stata differita l’operatività di tale previsione all’1.7.2020.
In base alle nuove disposizioni, per partecipare all’estrazione è necessario che al momento
dell’acquisto:
O il contribuente comunichi il codice lotteria (in luogo del proprio codice fiscale) rilasciato
dal Portale Lotteria accessibile dal sito Internet dell’Agenzia delle Entrate (Informativa SEAC
12.11.2019, n. 315);
O l’esercente trasmetta all’Agenzia delle Entrate i dati della singola cessione / prestazione.
Con la modifica del citato comma 540 è confermato che i premi attribuiti nell’ambito della lotteria
non sono tassati in capo al percipiente e sono esenti da qualsiasi prelievo erariale.
In sede di conversione è stato rivisto il regime sanzionatorio collegato alla lotteria degli scontrini
prevedendo che in caso di rifiuto dell’esercente di acquisire il codice, l’acquirente può segnalare
tale circostanza nel citato Portale Lotteria (non è più prevista la sanzione da € 100 a € 500).
Le segnalazioni sono utilizzate dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza nell’ambito
dell’attività di analisi del rischio evasione.

LIMITE UTILIZZO DENARO CONTANTE – Art. 18

È confermata, a seguito dell’introduzione del nuovo comma 3-bis all’art. 49, D.Lgs. n. 231/2007, la graduale riduzione della soglia per i trasferimenti di denaro contante a:
O € 2.000 a decorrere dall’1.7.2020 fino al 31.12.2021;
O € 1.000 a decorrere dall’1.1.2022.
Di conseguenza per i primi 2 anni non è possibile effettuare pagamenti tra soggetti diversi in un’unica soluzione in contante di importo pari / superiore a € 2.000 e successivamente pari / superiore a € 1.000.
La stessa modifica è stata apportata alla soglia di cui al comma 3 del citato art. 49 relativo alla
negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta svolta dai soggetti iscritti nella specifica
sezione prevista dall’art. 17-bis, D.Lgs. n. 141/2010, c.d. “cambia valute”.
È inoltre rimodulato il minimo edittale della sanzione prevista dall’art. 63, D.Lgs. n. 231/2007 per i trasferimenti di contante in misura superiore al limite prevedendo che:
O per le violazioni commesse dall’1.7.2020 fino al 31.12.2021 il minimo è pari a € 2.000;
O per quelle commesse a decorrere dall’1.1.2022 è pari a € 1.000.

IMPOSTA DI BOLLO FATTURE ELETTRONICHE – Art. 17

È confermato che, in caso di omesso, insufficiente / tardivo versamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche inviate tramite il SdI, l’Agenzia delle Entrate comunica telematicamente al contribuente l’ammontare dell’imposta da versare nonché della sanzione dovuta (30% dell’importo non versato) ridotta a un terzo e degli interessi.
Nel caso in cui, entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, il contribuente non provveda al versamento delle somme, l’Ufficio procede all’iscrizione a ruolo degli importi non versati.
In sede di conversione è previsto che, in luogo dell’attuale scadenza trimestrale, il versamento
dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche può essere effettuata con cadenza semestrale (16.6 e 16.12 di ciascun anno) nel caso in cui quanto dovuto non superi la soglia annua di € 1.000.

RIORDINO TERMINI MOD. 730 E CU (DAL 2021) – Art. 16-bis

In sede di conversione è prevista la revisione dei termini della presentazione del mod. 730 e degli adempimenti ad esso collegati.

Va inoltre evidenziato che la nuova disposizione prevede le seguenti ulteriori modifiche:
O i contribuenti con contratto di lavoro a tempo determinato (fatta eccezione per il personale
della scuola per il quale resta fermo quanto già previsto), possono presentare il mod. 730 se
il contratto dura almeno dal mese di presentazione della dichiarazione al terzo mese
successivo, a condizione che siano noti i dati del sostituo d’imposta che effettuerà il conguaglio;
O il mod. 730 / REDDITI precompilato sarà reso disponibile a decorrere dal 30.4;
O il termine per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati per la
predisposizione della dichiarazione precompilata da parte dei soggetti terzi (assicurazioni,
previdenza complementare, spese funebri / asilo nido / universitarie), è differito dal 28.2 al 16.3;
O le schede relative alla scelta per la destinazione del 2 – 5 – 8‰ dovranno essere conservate
fino al 31.12 del secondo anno successivo a quello di presentazione.
È altresì fissato al 16.3 il termine entro il quale il sostituto d’imposta è tenuto ad inviare la CU
all’Agenzia delle Entrate ed a consegnare la stessa ai percettori (lavoratori dipendenti, lavoratori
autonomi, agenti / rappresentanti, titolari di redditi diversi e da locazioni brevi).
Nell’area riservata del proprio sito Internet l’Agenzia delle Entrate renderà disponibili tali dati agli
interessati e ai soggetti da questi delegati.

PERIODICITÀ SPESOMETRO ESTERO – Art. 16, comma 1-bis

In sede di conversione con la modifica del comma 3-bis dell’art. 1, D.Lgs. n. 127/2015, è disposto che la trasmissione del c.d. spesometro estero va effettuata trimestralmente entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento (in precedenza entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di emissione / ricezione della fattura).

DICHIARAZIONI PRECOMPILATE – Art. 16, comma 1

Con la modifica del comma 1 dell’art. 4, D.Lgs. n. 127/2015, è confermato che:
O a decorrere dalle operazioni IVA effettuate dall’1.7.2020 in via sperimentale, nell’ambito di
un programma di assistenza on line basato sui dati delle operazioni acquisiti con le fatture
elettroniche / esterometro / corrispettivi telematici, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione
dei soggetti passivi residenti e stabiliti in Italia, le bozze:
– dei registri IVA ex artt. 23 e 25, DPR n. 633/72;
– delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni IVA periodiche;
O a partire dalle operazioni IVA 2021, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche la bozza del mod. IVA.

FATTURAZIONE ELETTRONICA E SISTEMA TESSERA SANITARIA – Art. 15

PROROGA AL 2020 DEL DIVIETO DI EMISSIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA
È confermato, con la modifica dell’art. 10-bis, DL n. 119/2018, che anche per il 2020, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS) non possono emettere fattura elettronica con riferimento alle fatture i cui dati sono da inviare al STS.
INVIO CON UN’UNICA OPERAZIONE DEI DATI RELATIVI AL STS TRAMITE IL
REGISTRATORE TELEMATICO
Ai sensi del comma 6-quater dell’art. 2, D.Lgs. n. 127/2015, introdotto dal DL n. 119/2018, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS) possono adempiere all’obbligo
di memorizzazione / trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate attraverso
la memorizzazione elettronica / trasmissione telematica dei dati, relativi a tutti i corrispettivi
giornalieri, al STS.
È confermata l’integrazione del citato comma 6-quater con la previsione che, a decorrere
dall’1.7.2020, i soggetti tenuti all’invio dei dati al STS, adempiono alla memorizzazione e inviano
i dati dei corrispettivi giornalieri “esclusivamente mediante la memorizzazione elettronica e la
trasmissione telematica dei dati relativi a tutti i corrispettivi giornalieri al Sistema tessera sanitaria”, tramite un registratore telematico (RT).

UTILIZZO DATI FATTURE ELETTRONICHE – Art. 14

È confermato, con l’introduzione del nuovo comma 5 all’art. 1, D.Lgs. n. 127/2015, che i file delle
fatture elettroniche sono memorizzati fino al 31.12 dell’ottavo anno successivo a quello di
presentazione della dichiarazione di riferimento ovvero fino alla definizione di eventuali giudizi, per essere utilizzati:
O dalla Guardia di Finanza nell’assolvimento delle funzioni di polizia economica e finanziaria;
O dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza per le attività di analisi del rischio e
controllo.

In sede di attuazione della nuova disposizione l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di
Finanza adottano idonee misure di garanzia a tutela dei diritti e delle libertà degli interessati
prevedendo apposite misure di sicurezza, anche di carattere organizzativo, in coerenza con
le disposizioni del Codice Privacy.

La Relazione illustrativa al Decreto in esame precisa che la nuova disposizione è finalizzata a
prevedere la memorizzazione e l’utilizzo dei file XML delle fatture elettroniche e tutti i dati in essi contenuti, compresi quelli ex art. 21, comma 2, lett. g), DPR n. 633/72 (natura, qualità e quantità dei beni / servizi oggetto dell’operazione), per consentirne l’utilizzo sia ai fini fiscali che per finalità di indagini di polizia economico-finanziaria, da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate.

 

IMPATRIATI – Art. 13-ter

Come noto l’art. 5, comma 1, DL n. 34/2019, c.d. “Decreto Crescita” ha apportato, tra l’altro, alcune modifiche all’art. 16, D.Lgs. n. 147/2015, in materia di lavoratori impatriati di seguito sintetizzate.

Art. 5,comma 1, lett. a)
Il reddito di lavoro dipendente / assimilato nonché di lavoro autonomo (in precedenza
l’agevolazione riguardava solo il reddito di lavoro dipendente / autonomo) prodotti in
Italia da lavoratori che ivi trasferiscono la residenza, a partire dal 2020, concorre
alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30% (in precedenza
50%) al ricorrere delle seguenti condizioni:
O i lavoratori non sono stati residenti in Italia nei 2 periodi d’imposta precedenti il
trasferimento e si impegnano a risiedere in Italia per almeno 2 anni;
O l’attività lavorativa è prestata prevalentemente in Italia.

Art. 5, comma 1, lett. b)
Il regime in esame è applicabile anche ai predetti soggetti che avviano un’attività
d’impresa in Italia a partire dall’1.1.2020.

Art. 5, comma 1, lett. c)
Il regime in esame è applicabile per ulteriori 5 periodi d’imposta:
O ai lavoratori con almeno 1 figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo;
O anche nel caso in cui i lavoratori diventino proprietari di almeno un’unità
immobiliare residenziale in Italia, successivamente al trasferimento o nei 12 mesi
precedenti. L’unità immobiliare può essere acquistata direttamente dal lavoratore
o dal coniuge / convivente / figli, anche in comproprietà.
In entrambi i casi i redditi in esame, negli ulteriori 5 periodi d’imposta, concorrono alla
formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del relativo ammontare.
Per i lavoratori con almeno 3 figli minorenni o a carico, anche in affido preadottivo,
i redditi in esame, negli ulteriori 5 periodi d’imposta, concorrono alla formazione del
reddito complessivo limitatamente al 10% del loro ammontare.

Art. 5, comma 1, lett. d)
La percentuale del 30% è ridotta al 10% per i soggetti che trasferiscono la residenza
in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia.
I cittadini italiani non iscritti all’AIRE che rientrano in Italia:
O dall’1.1.2020 possono applicare il regime di cui al citato art. 16 a condizione che
abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una Convenzione contro
le doppie imposizioni nei 2 periodi d’imposta precedenti il trasferimento in Italia;
O entro il 31.12.2019 possono applicare, con riferimento ai periodi d’imposta
in cui siano stati notificati atti impositivi ancora impugnabili ovvero oggetto
di controversie pendenti in ogni stato e grado di giudizio nonché per i periodi
d’imposta ancora accertabili, il regime di cui al citato art. 16 “nel testo vigente
al 31.12.2018” a condizione che abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai
sensi di una Convenzione contro le doppie imposizioni nei 2 periodi d’imposta
precedenti il trasferimento in Italia.
Il regime speciale per i lavoratori impatriati è applicabile anche anche ai rapporti tra
società e sportivi professionisti di cui alla Legge n. 91/81. In particolare, i redditi di
lavoro dipendente / assimilato / autonomo concorrono alla formazione del reddito
complessivo nella misura del 50% del loro ammontare, ferme restando le condizioni
di cui al citato comma 1.
A tali rapporti non si applicano:
O la riduzione al 10% della percentuale di cui al comma 5-bis;
O la formazione del reddito complessivo limitatamente al 10% del loro
ammontare per i lavoratori con almeno 3 figli minorenni / a carico.
È altresì previsto che per i rapporti tra società e sportivi professionisti il versamento
di un contributo pari allo 0,5% della base imponibile per l’esercizio di tale regime
agevolato.

In sede di conversione, con la modifica del comma 2 del citato art. 5, è previsto che le disposizioni di
cui alle citate lett. a), b), c) e d) sono applicabili dal 2019 ai soggetti che dal 30.4.2019 trasferiscono
la residenza in Italia e risultano beneficiari del regime di cui al citato art. 16.

TRUST – Art. 13

Con riguardo ai trust “trasparenti”, ossia trust con “beneficiari individuati”, l’art. 73, comma 2,
TUIR dispone che i redditi prodotti dal trust sono imputati ai beneficiari “in ogni caso”, cioè
indipendentemente dall’effettiva percezione, e, conseguentemente, sono assoggettati ad imposizione in capo ai beneficiari.
Come previsto dall’art. 44, comma 1, lett. g-sexies), TUIR, rientrano tra i redditi di capitale “i redditi imputati al beneficiario di trust ai sensi dell’art. 73, comma 2, anche se non residenti”.
Con l’intento di assoggettare a tassazione nei confronti dei beneficiari italiani anche i redditi distribuiti da trust opachi esteri stabiliti in Stati a fiscalità privilegiata (ossia, trust i cui eventuali beneficiari possono ricevere il reddito, o parte del reddito, del trust solo a seguito di una scelta discrezionale operata dal trustee), è confermata la modifica della citata lett. g-sexies) prevedendo che sono redditi di capitale anche “i redditi corrisposti a residenti italiani da trust e istituti aventi analogo contenuto, stabiliti in Stati e territori che con riferimento al trattamento dei redditi prodotti dal trust si considerano a fiscalità privilegiata ai sensi dell’articolo 47-bis, anche qualora i percipienti residenti non possano essere considerati beneficiari individuati ai sensi dell’articolo 73”. Con l’aggiunta del nuovo comma 4-quater all’art. 45, TUIR è altresì previsto che “qualora in relazione alle attribuzioni di trust esteri, nonché di istituti aventi analogo contenuto, a beneficiari residenti in Italia, non sia possibile distinguere tra redditi e patrimonio, l’intero ammontare percepito costituisce reddito”.
Sul punto la Relazione illustrativa al Decreto in esame precisa che tale nuova disposizione è finalizzata a risolvere la questione inerente i redditi provenienti da trust “opachi” esteri per i quali i beneficiari italiani risultano impossibilitati a distinguere la parte delle attribuzioni riferibile al patrimonio del trust rispetto a quelle riferibili al reddito.

DOCUMENTO AMMINISTRATIVO SEMPLIFICATO TELEMATICO – Art. 11

L’art. 1, comma 1, lett. b), DL n. 262/2006, dispone la presentazione esclusivamente in forma
telematica del documento di accompagnamento previsto dall’art. 12, D.Lgs. n. 504/95, per la
circolazione dei prodotti soggetti / assoggettati ad accisa.
È confermata la fissazione al 30.6.2020 della data entro la quale trova applicazione tale obbligo,
limitandolo, in fase di prima attuazione, ai trasferimenti di benzina e gasolio usato come
carburante assoggettati ad accisa.
Le modalità attuative sono demandate all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

ESTENSIONE UTILIZZO RAVVEDIMENTO – Art. 10-bis

In sede di conversione è stato abrogato il comma 1-bis dell’art. 13, D.Lgs. n. 472/97 che limitava
l’applicazione del ravvedimento:
O ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate con riferimento alle lett. b-bis (riduzione della
sanzione a 1/7 del minimo), b-ter (riduzione a 1/6 del minimo) e b-quater (riduzione a 1/5 del
minimo) del comma 1 del citato art. 13;
O ai tributi doganali e alle accise amministrati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con
riferimento alle citate lett. b-bis) e b-ter).
Di conseguenza le suddette riduzioni sanzionatorie sono, ora, estese a tutti i tributi.

ACQUISTO UE DI VEICOLI USATI – Art. 9

È confermata l’introduzione del nuovo comma 9-bis all’art. 1, DL n. 262/2006 che dispone l’obbligo di preventiva verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate nel caso in cui l’acquirente non è tenuto al versamento dell’IVA tramite il mod. F24 ELIDE. In particolare, ora la verifica va effettuata anche nei confronti dei soggetti privati che acquistano mezzi usati da Stati UE.
Gli esiti del controllo sono trasmessi al Dipartimento per i trasporti ex art. 4, comma 1, lett. b) e c), Decreto 26.3.2018.
Le modalità di attuazione della verifica sono demandate all’Agenzia delle Entrate.

ACCISA SUL GASOLIO COMMERCIALE – Art. 8

È confermata, con riguardo al gasolio commerciale usato come carburante ex art. 24-ter,
D.Lgs. n. 504/95, l’introduzione di un parametro per la determinazione dell’importo massimo rimborsabile, fissato in 1 litro di gasolio consumato, da ciascun veicolo che può beneficiare dell’agevolazione, per ogni chilometro percorso.

PREVENZIONE DELLE FRODI NEL SETTORE DEI CARBURANTI – Art. 6

Ai sensi dell’art. 1, comma 937, Finanziaria 2018 per la benzina / gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori e per gli altri prodotti carburanti o combustibili, introdotti in un deposito fiscale o in un deposito di un destinatario registrato, l’immissione in consumo dal deposito fiscale o l’estrazione dal deposito di un destinatario registrato è subordinata al versamento dell’IVA con il mod. F24, senza possibilità di compensazione. Il versamento è effettuato dal soggetto per conto del quale il gestore dei citati depositi procede ad immettere in consumo / estrarre i prodotti.
È confermato:
– O con la modifica del comma 940 che la deroga all’applicazione del citato comma 937, relativa al versamento anticipato dell’IVA, può essere applicata solo qualora l’immissione in consumo dal deposito fiscale sia effettuata per conto di un soggetto che oltre a presentare specifici criteri di affidabilità, presti idonea garanzia;
-con la modifica del comma 941, l’esclusione dall’obbligo di versamento anticipato dell’IVA di cui al citato comma 937, per i prodotti di proprietà del gestore del deposito di capacità inferiore a 3.000mc dal quale sono immessi in consumo / estratti (tale limite di capacità può essere rideterminato dal MEF);
– O con l’introduzione del nuovo comma 941-bis, il divieto di utilizzo della dichiarazione d’intento per gli acquisti / importazioni definitive di benzina / gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti di cui al citato comma 937;
– in deroga al predetto divieto, con il nuovo comma 941-ter, l’utilizzo della dichiarazione
d’intento alle imprese ex art. 24-ter, D.Lgs. n. 504/95 (autotrasportatori di cose per conto
terzi, ecc.) che acquistano per l’esercizio dell’attività di trasporto, gasolio, presso un
deposito commerciale, da soggetti che non rivestono la qualifica di depositario autorizzato e
dai destinatari registrati, nonchè da soggetti diversi, compresi quelli che utilizzano il deposito
anche come deposito IVA.

REVERSE CHARGE PER SOMMINISTRAZIONE DI MANODOPERA – Art. 4, commi 3 e 4

È confermata, con l’introduzione della nuova lett. a-quinquies) al comma 6 dell’art. 17, DPR, n.
633/72 l’estensione del reverse charge alle “prestazioni di servizi, diversi da quelle di cui alle
lettere da a) ad a-quater), effettuate tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a
soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma”.
NB Tale disposizione non è applicabile alle operazioni effettuate nei confronti dei soggetti
rientranti nello split payment ex art. 17-ter e alle agenzie per il lavoro disciplinate dal Capo I,
Titolo II, D.Lgs. n. 276/2003 (agenzie di intermediazione, agenzie di ricerca e selezione del
personale, agenzie di supporto alla ricollocazione professionale, ecc.).
L’efficacia della nuova disposizione è subordinata al rilascio dell’autorizzazione da parte del
Consiglio UE ai sensi dell’art. 395, Direttiva n. 2006/112/CE.

RITENUTE E COMPENSAZIONI IN APPALTI / SUBAPPALTI – Art. 4 , commi 1 e 2

In sede di conversione è stata completamente rivista la disciplina contenuta nella versione originaria del Decreto in esame relativa alle ritenute / compensazione in appalti e subappalti introdotta dal nuovo art. 17-bis, D.Lgs. n. 241/97 in vigore a decorrere dall’1.1.2020.
Ora è previsto che i soggetti residenti in Italia che affidano il compimento di un’opera / più opere o di uno / più servizi di importo complessivo annuo superiore a € 200.000 a un’impresa,
tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali
comunque denominati caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di
attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad
esso riconducibili in qualunque forma, devono richiedere all’impresa appaltatrice / affidataria e
alle imprese subappaltatrici, obbligate a rilasciarle, copia dei modd. F24 relativi al versamento
delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente / assimilati e dell’addizionale regionale / comunale IRPEF trattenute dall’impresa appaltatrice / affidataria e dalle imprese subappaltatrici ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera / servizio.
NB Il versamento delle ritenute è effettuato dall’impresa appaltatrice / affidataria e dall’impresa
subappaltatrice, con distinti mod. F24 per ciascun committente, senza possibilità di
compensazione.
L’impresa appaltatrice / affidataria e le imprese subappaltatrici, entro 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento, trasmettono al committente e, per le imprese subappaltatrici, anche all’impresa appaltatrice i predetti mod. F24 ed un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione delle opere / servizi affidati dal committente, con:
O il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell’opera / servizio affidato;
O l’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione;
O il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di tale lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente.
Nel caso in cui alla predetta data sia maturato il diritto a ricevere corrispettivi dall’impresa
appaltatrice / affidatarie e questa o le imprese subappaltatrici non abbiano trasmesso al
committente i mod. F24 e le informazioni relative ai lavoratori impiegati ovvero risulti l’omesso
o insufficiente versamento delle ritenute fiscali rispetto ai dati risultanti dalla documentazione
trasmessa, il committente deve sospendere, finché perdura l’inadempimento, il pagamento dei
corrispettivi maturati dall’impresa appaltatrice / affidataria fi no a c oncorrenza d el 2 0% del
valore complessivo dell’opera / servizio ovvero per un importo pari alle ritenute non versate
rispetto ai dati risultanti dalla documentazione trasmessa, dandone comunicazione entro 90 giorni alla competente Agenzia delle Entrate.
In tali casi, è preclusa all’impresa appaltatrice / affidataria ogni azione esecutiva finalizzata al
soddisfacimento del credito il cui pagamento è stato sospeso, fino a quando non sia stato effettuato il versamento delle ritenute.
NB In caso di inottemperanza ai predetti obblighi il committente è tenuto al pagamento di una
somma pari alla sanzione irrogata all’impresa appaltatrice / affidataria o subappaltatrice per
la corretta determinazione delle ritenute e per la corretta esecuzione delle stesse, nonché per
il tempestivo versamento, senza possibilità di compensazione.
Quanto sopra descritto non trova applicazione qualora le imprese appaltatrici / affidatarie o
subappaltatrici, comunichino al committente, allegando una specifica certificazione (una sorta di “DURC fiscale”) rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, la sussistenza, nell’ultimo giorno del mese
precedente, dei seguenti requisiti:

a) risultino in attività da almeno 3 anni, siano in regola con gli obblighi dichiarativi e abbiano
eseguito, nel corso dei periodi d’imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate
nell’ultimo triennio, complessivi versamenti registrati nel Conto fiscale per un importo non
inferiore al 10% dei ricavi / compensi risultanti dalle dichiarazioni medesime;
b) non abbiano iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli Agenti
della riscossione relativi a IRPEF / IRES / IRAP, ritenute e contributi previdenziali per importi
superiori a € 50.000, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti
pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione. Tali disposizioni non si applicano per le somme oggetto di piani di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza.
NB: La citata certificazione è messa a disposizione delle singole imprese dall’Agenzia delle
Entrate e ha validità di 4 mesi dalla data del rilascio.
L’Agenzia delle Entrate può prevedere ulteriori modalità di trasmissione telematica delle informazioni che consentano modalità semplificate di riscontro dei dati.
Le imprese appaltatrici / affidatarie e le imprese subappaltatrici, salvo quelle in possesso della
citata certificazione, non possono utilizzare la compensazione quale modalità di estinzione delle
obbligazioni relative a contributi previdenziali e assistenziali e premi assicurativi obbligatori, maturati in relazione ai dipendenti.
Detta esclusione opera con riguardo a tutti i contributi previdenziali e assistenziali e ai premi
assicurativi maturati nel corso del contratto, sulle retribuzioni erogate al personale direttamente impiegato nell’esecuzione delle opere / servizi affidati.

COMPENSAZIONE CREDITI TRIBUTARI – Art. 3

È confermata la revisione delle modalità di utilizzo in compensazione dei crediti IRPEF / IRES / IRAP emergenti dalle relative dichiarazioni allineandole a quanto attualmente previsto ai fini IVA.
In particolare, a seguito della modifica degli artt. 17, D.Lgs. n. 241/97 e 37, DL n. 223/2006, è previsto che, con riferimento ai crediti maturati a decorrere dal 2019, la compensazione nel mod. F24:
O del credito IVA annuale / trimestrale;
O del credito IRPEF / IRES / IRAP e imposte sostitutive;
per importi superiori a € 5.000 annui, può essere effettuata esclusivamente tramite i servizi telematici forniti dall’Agenzia delle Entrate dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale / istanza da cui emerge il credito.
Per poter utilizzare in compensazione nel mod. F24 i crediti relativi alle imposte dirette e sostitutive / IRAP, per importi superiori a € 5.000 annui, è necessario rispettare le seguenti condizioni:
O preventiva presentazione della dichiarazione dalla quale emerge il credito;
O presentazione del mod. F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
Quest’ultima condizione si applica anche all’utilizzo in compensazione dei crediti maturati dal sostituto d’imposta per il recupero delle eccedenze di versamento delle ritenute e dei rimborsi
/ bonus erogati ai dipendenti (ad esempio, rimborsi da mod. 730 e Bonus Renzi € 80) nonché da parte dei soggetti “privati” (non titolari di partita IVA).
In base alle nuove disposizioni, il credito IRPEF / IRES / IRAP 2019 può quindi essere utilizzato in compensazione non più dall’1.1.2020, bensì dopo la presentazione della relativa
dichiarazione. Così, ad esempio, ipotizzando che il mod. REDDITI 2020 SC sia presentato il 30.9.2020 il credito IRES può essere utilizzato in compensazione dal 10.10.2020.
È evidente che per il contribuente ciò si traduce in un “differimento” della possibilità di utilizzo dei crediti tributari maturati, con i conseguenti aggravi in termini di risorse finanziarie per il versamento di quanto dovuto all’Erario.
NB: L’Agenzia delle Entrate / INPS / INAIL possono definire procedure di cooperazione rafforzata per il recupero dei crediti indebitamente utilizzati in compensazione nel mod. F24.

ATTIVITÀ DI CONTROLLO
Ai sensi dell’art. 37, comma 49-ter, DL n. 223/2006, l’Agenzia delle Entrate può sospendere fino a 30 giorni l’esecuzione dei mod. F24 contenenti compensazioni “a rischio”, per finalità di controllo.
Con l’introduzione del nuovo comma 49-quater al citato art. 37 è previsto che, qualora a seguito di tale attività di controllo, i crediti indicati nel mod. F24 risultino non utilizzabili:
O l’Agenzia comunica entro 30 giorni la mancata esecuzione del mod. F24 al soggetto che ha
trasmesso la delega di pagamento;
O è applicata la sanzione prevista dal nuovo comma 2-ter dell’art. 15, D.Lgs. n. 471/97, pari al
5%, per importi fino a € 5.000, e pari a € 250 per importi superiori a € 5.000 per ciascuna
delega non eseguita (nella versione originaria del Decreto in esame la sanzione era pari a €
1.000 per ciascun mod. F24 non eseguito).
Le nuove sanzioni sono applicabili ai mod. F24 presentati a decorrere dal mese di marzo 2020.
Non è applicabile il c.d. “cumulo giuridico” ex art. 12, D.Lgs. n. 472/97.
NB – Il contribuente, entro 30 giorni, può fornire chiarimenti all’Agenzia delle Entrate in merito a
elementi non considerati / valutati erroneamente dalla stessa.
L’iscrizione a ruolo a titolo definitivo della sanzione non è eseguita qualora il contribuente provveda a pagare la somma dovuta entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.
L’Agente della riscossione notifica la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo entro il 31.12 del terzo anno successivo a quello di presentazione del mod. F24.
Le modalità di attuazione della nuova disposizione sono demandate all’Agenzia delle Entrate.

 

CESSAZIONE PARTITA IVA E INIBIZIONE COMPENSAZIONE – Art. 2

È confermata, con l’introduzione dei nuovi commi 2-quater e 2-quinquies all’art. 17, D.Lgs. n. 241/97, l’esclusione della possibilità di utilizzare i crediti in compensazione, in caso di notifica da parte dell’Agenzia delle Entrate del Provvedimento di:
O cessazione della partita IVA ex art. 35, comma 15-bis, DPR n. 633/72. Il divieto:
– opera a prescindere dalla tipologia e dall’importo dei crediti, ancorchè questi ultimi non siano maturati con riferimento all’attività esercitata con la partita IVA oggetto del Provvedimento;
– rimane in vigore fino a quando la partita IVA risulta cessata;
O esclusione della partita IVA dall’elenco dei soggetti che effettuano operazioni intraUE (VIES) ex art. 35, comma 15-bis, DPR n. 633/72.
L’esclusione rimane in vigore fino alla rimozione delle irregolarità che hanno generato l’emissione del Provvedimento di esclusione.
Come precisato nella Relazione illustrativa al Decreto in esame, i crediti possono essere comunque:
O richiesti a rimborso ex artt. 38, DPR n. 602/73 e 30, DPR n. 633/72;
O riportati nella dichiarazione successiva.
NB: L’utilizzo in compensazione dei crediti in violazione di quanto sopra comporta lo scarto del mod. F24.

ACCOLLO DEBITO D’IMPOSTA ALTRUI E DIVIETO DI COMPENSAZIONE – Art. 1

È confermato che in caso di accollo del debito d’imposta altrui di cui all’art. 8, comma 2, Legge n.
212/2000 l’accollante deve procedere al pagamento secondo le modalità in vigore, senza possibilità di compensare lo stesso con i propri crediti.
I versamenti in violazione di tale divieto si considerano come non avvenuti (sono applicabili le sanzioni ex art. 13, D.Lgs. n. 471/97).
Con gli atti di recupero dell’imposta / sanzioni / interessi, da notificare entro il 31.12 dell’ottavo anno successivo a quello in cui è stato presentato il mod. F24 sono irrogate:
O all’accollante le sanzioni di cui al citato art. 13:
– comma 4, pari al 30% del credito utilizzato;
– comma 5, dal 100% al 200% del credito utilizzato, se inesistente;
O all’accollato la sanzione di cui al comma 1 del citato art. 13 (30% dell’importo non versato).
NB L’accollante e l’accollato sono coobbligati in solido per l’imposta e gli interessi.
Le modalità di attuazione della nuova disposizione sono demandate all’Agenzia delle Entrate.