UNIFICAZIONE IMU – TASI – commi da 738 a 783

È confermata, a decorrere dal 2020, la soppressione dell’Imposta Unica Comunale (UIC) di cui
all’art. 1, comma 639, Finanziaria 2014, ad eccezione della Tassa sui rifiuti (TARI).
In altre parole, quindi, ferma restando la disciplina relativa alla TARI, le “vecchie” IMU e TASI dal
2020 sono sostituite dalla nuova IMU, la cui disciplina ricalca sostanzialmente quella previgente.
Resta ferma l’autonomia impositiva per la Regione Friuli Venezia Giulia e per le Province Autonome di Trento (IMIS) e Bolzano (IMI).

AMBITO SOGGETTIVO
Come in passato la nuova IMU è dovuta dai possessori di immobili, intendendo per tali il
proprietario / titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie. Sono altresì soggetti passivi IMU:
O il genitore assegnatario della casa familiare a seguito di Provvedimento del Giudice che costituisce ai soli fini IMU il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario dei figli;
O il concessionario, in caso di concessione di aree demaniali;
O il locatario, a decorrere dalla data di stipula e per tutta la durata del contratto, per gli immobili in leasing.
In presenza di più soggetti passivi per un medesimo immobile, ognuno è titolare di un’autonoma obbligazione e deve tener conto delle relative condizioni soggettive ed oggettive.
NB Il soggetto attivo dell’imposta è il Comune. Come previsto ai fini ICI, al fine di individuare il
Comune competente, viene utilizzato un criterio di prevalenza, dando rilievo al territorio
in cui la superficie dell’immobile insiste, interamente o prevalentemente.


AMBITO OGGETTIVO

Come in passato, la nuova IMU si applica agli immobili ubicati in Italia (fermo restando quanto
disposto in Friuli Venezia Giulia, Province di Trento e Bolzano), con l’esclusione dell’abitazione
principale, salvo quella classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. A tal fine si evidenzia che:
O per fabbricato si intende “l’unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano con attribuzione di rendita catastale, considerandosi parte integrante del fabbricato l’area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza esclusivamente ai fini urbanistici, purché accatastata unitariamente”;
O non è più prevista l’assimilazione per l’unità immobiliare posseduta da “italiani non
residenti”, iscritti all’AIRE e già pensionati nei rispettivi Stati di residenza;
O è “confermata” l’esenzione dall’imposta per i terreni agricoli:
– posseduti / condotti dai coltivatori diretti / imprenditori agricoli professionali iscritti alla
previdenza agricola, comprese le società agricole di cui all’art. 1, comma 3, D.Lgs. n. 99/2004,
indipendentemente dalla loro ubicazione;
– ubicati nei Comuni delle isole minori di cui all’Allegato A alla Legge n. 448/2001;
– a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile;
– ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15, Legge n. 984/77, sulla base dei criteri individuati dalla CM 14.6.93, n. 9.
É inoltre prevista l’esenzione dall’imposta per:
O i fabbricati classificati / classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
O i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’art. 5-bis, DPR n. 601/73;
O i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli artt. 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
O gli immobili posseduti e utilizzati da:
– Enti pubblici / privati diversi dalle società;
– trust che non hanno per oggetto esclusivo / principale l’esercizio di attività commerciale;
– organismi di investimento collettivo del risparmio, residenti in Italia;
destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali / previdenziali / sanitarie / di ricerca scientifica / didattiche / ricettive / culturali / ricreative e sportive / di religione o di culto / dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime / alla formazione del
clero e dei religiosi / a scopi missionari / catechesi / educazione cristiana.

 

DETERMINAZIONE DELL’IMPOSTA
Come in passato l’imposta è dovuta per anno solare proporzionalmente alla quota e ai mesi
dell’anno nei quali si è protratto il possesso, considerando che:
O il mese per il quale il possesso si è protratto per più della metà dei giorni è computato per intero;
O il giorno di trasferimento del possesso si computa in capo all’acquirente e l’imposta del
mese del trasferimento resta interamente a suo carico nel caso in cui i giorni di possesso risultino uguali a quelli del cedente;
O a ciascun anno solare corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.
Base imponibile La base imponibile dell’imposta è costituita dal valore degli immobili. Come in passato, per i fabbricati iscritti in Catasto, il valore è determinato applicando alla rendita, vigente all’1.1 dell’anno di imposizione, rivalutata del 5%, i seguenti moltiplicatori:
O 160 per i fabbricati di categoria catastale A, ad esclusione di A/10, e C/2, C/6 e C/7;
O 140 per i fabbricati di categoria catastale B e C/3, C/4 e C/5;
O 80 per i fabbricati di categoria catastale D/5;
O 80 per i fabbricati di categoria catastale A/10;
O 65 per i fabbricati di categoria catastale D, ad eccezione di D/5;
O 55 per i fabbricati di categoria catastale C/1.
Le variazioni della rendita catastale intervenute in corso d’anno, a seguito di interventi edilizi sul
fabbricato, producono effetti dalla data di ultimazione dei lavori o, se antecedente, dalla data di utilizzo.
Per i fabbricati categoria catastale D, non iscritti in Catasto, interamente posseduti da imprese e
distintamente contabilizzati, fino al momento della richiesta dell’attribuzione della rendita, il valore è determinato, alla data di inizio di ciascun anno ovvero, se successiva, alla data di acquisizione, applicando specifici coefficienti fissati dal MEF.
In caso di leasing, il valore è determinato sulla base delle scritture contabili del locatore, il quale
è obbligato a fornire tempestivamente al locatario tutti i dati necessari per il calcolo.
Per le aree fabbricabili, il valore è costituito da quello venale in comune commercio all’1.1 dell’anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
Il Comune può determinare periodicamente e per zone omogenee detto valore venale, al fine della limitazione del potere di accertamento.
In caso di utilizzazione edificatoria dell’area, di demolizione di fabbricato, di interventi di
recupero di cui all’art. 3, comma 1, lett. c), d) e f), DPR n. 380/2001, la base imponibile è costituita dal valore dell’area, la quale è considerata fabbricabile, senza computare il valore del fabbricato in corso d’opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione / ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato.

Per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale, vigente all’1.1 dell’anno di imposizione, rivalutato del 25%, il moltiplicatore pari a 135.
Come in passato la base imponibile è ridotta del 50% per:
O i fabbricati di interesse storico – artistico di cui all’art. 10, D.Lgs. n. 42/2004;
O i fabbricati dichiarati inagibili / inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni;
O unità immobiliari, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse
in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione
principale.

Aliquote
Per l’abitazione principale di categoria catastale A/1, A/8 o A/9 e relative pertinenze:
O l’aliquota di base è pari allo 0,5% che il Comune può aumentare dello 0,1% o diminuire fino
all’azzeramento;
O si detraggono € 200, fino a concorrenza dell’IMU dovuta, rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
L’aliquota di base per i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all’art. 9, comma 3-bis, DL n.
557/93 è pari allo 0,1% che il Comune può solo ridurre fino all’azzeramento.
Con riferimento ai fabbricati costruiti e destinati dall’impresa alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano locati, è previsto che:
O fino al 2021, l’aliquota di base è pari allo 0,1% che il Comune può aumentare fino allo 0,25% o
diminuire fino all’azzeramento;
O dal 2022, è riconosciuta l’esenzione dalla nuova IMU.
L’aliquota di base per i terreni agricoli è pari allo 0,76% che il Comune può aumentare fino all’1,06% o diminuire fino all’azzeramento.
Per gli immobili ad uso produttivo classificati nella categoria gruppo catastale D l’aliquota di
base è pari allo 0,86%, che il Comune può aumentare fino all’1,06% o diminuire fino allo 0,76% che rappresenta la quota riservata allo Stato.
Per gli “altri” immobili (diversi dall’abitazione principale e dai precedenti) l’aliquota di base è pari al 0,86% che il Comune può aumentare fino all’1,06% o diminuire fino all’azzeramento.
Dal 2020, i Comuni possono aumentare l’aliquota massima dell’1,06% fino all’1,14%, in
sostituzione della maggiorazione TASI dello 0,8‰ (prevista nel 2015 e riconosciuta fino al 2019)
dall’art. 1, comma 28, Legge n. 28/2015.
Dal 2021, i Comuni potranno diversificare le aliquote sopra esposte esclusivamente con riferimento alle fattispecie che saranno individuate dal MEF.
Per le abitazioni locate a canone concordato di cui alla Legge n. 431/98, l’imposta, determinata
applicando l’aliquota stabilita dal Comune, è ridotta al 75%.
NB Per il 2020 i Comuni potranno approvare le delibere concernenti le aliquote ed il
regolamento della nuova IMU anche oltre il termine di approvazione del bilancio di previsione
2020-2022 ma comunque entro il 30.6.2020, con effetto a decorrere dall’1.1.2020.

VERSAMENTO DELL’IMPOSTA
Come in passato, il versamento della nuova IMU va effettuato in 2 rate, la prima entro il 16.6 e
la seconda entro il 16.12, con facoltà del contribuente di provvedere al versamento dell’imposta
dovuta in un’unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16.6.
A regime, il versamento della prima rata è pari all’imposta dovuta per il primo semestre applicando aliquote e detrazioni previste per l’anno precedente e la seconda rata, a saldo della imposta dovuta per l’intero anno, è eseguita a conguaglio, sulla base delle aliquote pubblicate sul sito Internet del MEF entro il 28.10 di ciascun anno.
NB In sede di prima applicazione dell’imposta la prima rata è pari alla metà di quanto versato
a titolo di IMU e TASI per il 2019.
Come in passato il versamento dell’imposta dovuta dagli enti non commerciali è effettuato in 3
rate: le prime 2 entro il 16.6 e del 16.12 dell’anno di riferimento, ciascuna pari al 50% dell’imposta corrisposta per l’anno precedente, e l’ultima, a conguaglio dell’imposta complessivamente dovuta, entro il 16.6 dell’anno successivo a quello cui si riferisce il versamento, sulla base delle aliquote pubblicate sul sito Internet del MEF entro il 28.10 dell’anno di riferimento.
Analogamente a quanto previsto per la generalità dei soggetti, in sede di prima applicazione
dell’imposta, per le prime 2 rate va fatto riferimento al 50% dell’imposta corrisposta a titolo di IMU e TASI per il 2019.
Il versamento del tributo è effettuato tramite il mod. F24 / bollettino postale / la piattaforma di cui all’art. 5, D.Lgs. n. 82/2005 e altre modalità previste dal citato Decreto.
Come in passato, l’IMU:
O relativa alle parti comuni condominiali va versata dall’amministratore di condominio per conto dei condomini;
O relativa ad immobili nell’ambito di un fallimento / liquidazione coatta amministrativa va versata dal curatore / commissario liquidatore, per il periodo di durata della procedura ed entro 3 mesi dalla data del Decreto di trasferimento degli immobili.
Il Comune con proprio regolamento può considerare regolare il versamento effettuato da un
contitolare anche per conto di altri nonchè stabilire il differimento dei termini previsti al ricorrere di particolari situazioni.

 

DICHIARAZIONE IMU
La dichiarazione relativa alla nuova IMU va presentata entro il 30.6 dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio, o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini dell’imposta.
Viene quindi meno il differimento di tale termine al 31.12 previsto dal 2019 dal DL n. 34/2019.
È prevista l’emanazione di un apposito DM per l’individuazione dei casi in cui è necessario presentare la dichiarazione nonchè per l’approvazione del nuovo modello. In attesa di tale Decreto si continua ad utilizzare il modello attualmente disponibile.
Come in passato per gli enti non commerciali è previsto l’utilizzo di uno specifico modello di
dichiarazione IMU che sarà approvato con apposito Decreto ed in attesa del quale si continuerà ad utilizzare il modello di cui al DM 26.6.2014.
In caso di omessa presentazione della dichiarazione è prevista la sanzione dal 100% al 200% del
tributo non versato con un minimo di € 50. Se la dichiarazione presentata risulta infedele, è prevista la sanzione dal 50% al 100% del tributo non versato con un minimo di € 50.

DEDUCIBILITÀ IMU IMMOBILI STRUMENTALI
A decorrere dal 2022 l’IMU relativa agli immobili strumentali è deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa / lavoro autonomo mentre è indeducibile ai fini IRAP.
Per il 2020 / 2021 tale deduzione è ammessa nella misura del 60%.
Quanto sopra trova applicazione anche con riferimento all’IMI della Provincia autonoma di Bolzano e all’IMIS della Provincia autonoma di Trento.

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