TASSAZIONE AGEVOLATA UTILI REINVESTITI – Commi da 28 a 34

È confermata l’introduzione, a decorrere dal 2019, della tassazione agevolata degli utili
reinvestiti, ossia la possibilità di assoggettare il reddito complessivo netto delle società di capitali
all’aliquota IRES del 15% per la parte corrispondente all’utile 2018, accantonato a riserve
diverse da quelle non disponibili, nei limiti dell’importo corrispondente alla seguente somma:

investimenti effettuati in beni strumentali materiali nuovi
+
costo del personale dipendente assunto con contratto a tempo determinato / indeterminato

A tal fine va considerato che:
• si considerano riserve di utili non disponibili le riserve formate con utili diversi da quelli
realmente conseguiti ex art. 2433, C.c. in quanto derivanti da processi di valutazione.
Rilevano gli utili realizzati a decorrere dal 2018 e accantonati a riserva, ad esclusione di quelli
destinati a riserve non disponibili, al netto delle riduzioni del patrimonio netto con attribuzione,
a qualsiasi titolo, ai soci o partecipanti;
• per investimento si intende la realizzazione in Italia di nuovi impianti, il completamento di opere
sospese, l’ampliamento, la riattivazione, l’ammodernamento di impianti esistenti e l’acquisto di
beni strumentali materiali nuovi, anche mediante contratti di leasing, destinati a strutture situate in
Italia. Sono esclusi gli investimenti in immobili e in veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti.
Per ciascun periodo d’imposta l’ammontare degli investimenti è determinato in base all’importo
degli ammortamenti dei beni strumentali materiali acquisiti dall’1.1.2019 ex art. 102, TUIR, nei
limiti dell’incremento del costo complessivo fiscalmente riconosciuto di tutti i beni strumentali
materiali ad eccezione di quelli esclusi, assunto al lordo delle quote di ammortamento dei beni
strumentali materiali nuovi dedotte nell’esercizio, rispetto al costo complessivo fiscalmente
riconosciuto di tutti i beni strumentali materiali, ad eccezione di quelli esclusi, assunto al netto
delle relative quote di ammortamento dedotte, del 2018;
• il costo del personale dipendente rileva in ciascun periodo d’imposta, a condizione che sia
destinato per la maggior parte del periodo a strutture produttive localizzate in Italia e si verifichi
l’incremento del numero complessivo medio dei lavoratori dipendenti impiegati nell’esercizio di
attività commerciali rispetto al numero dei lavoratori dipendenti assunti al 30.9.2018, nel limite
dell’incremento complessivo del costo del personale classificabile nell’art. 2425, comma 1, lett. b),
n. 9) e 14), C. c. rispetto a quello del 2018.
L’incremento va considerato, limitatamente al personale impiegato per la maggior parte del
periodo d’imposta nelle strutture produttive localizzate in Italia, al netto delle diminuzioni
occupazionali verificatesi in società controllate / collegate ai sensi dell’art. 2359, C.c. o facenti
capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.
Per gli enti non commerciali, la base occupazionale è individuata con riferimento al personale
dipendente impiegato nell’attività commerciale e il beneficio spetta solo con riferimento
all’incremento dei lavoratori utilizzati nell’esercizio di tale attività.
Per i soggetti che assumono la qualifica di datore di lavoro a decorrere dall’1.10.2018, ogni
lavoratore dipendente assunto costituisce incremento della base occupazionale.
I datori di lavoro possono fruire dell’aliquota ridotta solo se rispettano le prescrizioni, anche con
riferimento alle unità lavorative che non danno diritto all’agevolazione, dei contratti collettivi nazionali e
delle norme in materia di salute / sicurezza dei lavoratori previste dalle vigenti disposizioni.
I lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale rilevano in misura proporzionale
alle ore prestate rispetto a quelle del contratto nazionale. I soci lavoratori di cooperative sono
equiparati ai lavoratori dipendenti.

Per ciascun periodo d’imposta, alternativamente:
• la parte degli utili accantonati a riserva e dell’importo corrispondente alla somma degli
investimenti in beni strumentali e del costo del personale che eccede il reddito complessivo netto
è computato in aumento, rispettivamente, degli utili accantonati a riserva e dell’importo
corrispondente alla somma degli investimenti in beni strumentali e del costo del personale
dell’esercizio successivo;
• la parte degli utili accantonati a riserva che eccede l’importo corrispondente alla somma degli
investimenti in beni strumentali e del costo del personale è computato in aumento degli utili
accantonati a riserva dell’esercizio successivo;
• la parte dell’importo corrispondente alla somma degli investimenti in beni strumentali e del costo
del personale che eccede gli utili accantonati a riserva è computato in aumento dell’importo
corrispondente alla somma degli investimenti in beni strumentali e del costo del personale
dell’esercizio successivo.
Per le società trasparenti ex art. 115, TUIR l’importo su cui spetta l’aliquota ridotta determinato
dalla società è attribuito a ciascun socio in misura proporzionale alla quota di partecipazione agli utili.
La quota attribuita non utilizzata dal socio è computata in aumento dell’importo su cui spetta
l’aliquota ridotta dell’esercizio successivo.
Le nuove disposizioni sono applicabili anche da parte degli imprenditori individuali e delle snc /
sas in contabilità ordinaria; per i soggetti in contabilità semplificata le disposizioni si applicano se
sono integrate le scritture contabili previste dall’art. 2217, comma 2, C.c. con apposito prospetto da
cui dovranno risultare la destinazione a riserva dell’utile d’esercizio e le vicende della riserva.
L’IRPEF è determinata applicando alla quota parte del reddito complessivo attribuibile al reddito
d’impresa le aliquote ridotte di 9 punti percentuali a partire da quella più elevata.
Le agevolazioni sopra esaminate sono cumulabili con altri benefici eventualmente concessi, ad
eccezione di quelli che prevedono regimi forfetari di determinazione del reddito.

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