Sezionali IVA

Dal 1° gennaio 2019, vi sarà l’obbligo generalizzato di emissione e trasmissione delle fatture in formato elettronico; tuttavia, come noto, permangono casistiche di emissione/ricezione di fatture in formato cartaceo, ad esempio acquisti effettuati da cedenti in regime dei minimi/forfetari, oppure operazioni con l’estero.
Ai fini della conservazione, il D.M. 23 gennaio 2004, aveva previsto, in questi casi, per evitare di dover conservare
anche le fatture cartacee in modo sostitutivo, la possibilità di adottare numerazioni e/o annotazioni sezionali delle
fatture elettroniche.
Ai sensi del D.M. 17 giugno 2014 il contribuente non è obbligato a tenere, per periodo d’imposta, la medesima
modalità di conservazione per tutti i documenti rientranti nella stessa categoria. Si tratta solo di una facoltà.
Pertanto, è possibile:
• conservare in modalità elettronica le fatture elettroniche (obbligatoriamente) ed in modo elettronico sostitutivo quelle analogiche (cartacee o pdf);
• conservare in modalità elettronica le fatture elettroniche (obbligatoriamente) ed in modo analogico le altre (cartacee o pdf).
In tutti i casi è possibile, ma non obbligatoria, l’adozione di sezionali: la numerazione delle fatture elettroniche e di quelle analogiche nei registri può, come già chiarito con Risoluzione 10 gennaio 2013, n. 1, proseguire ininterrottamente, a condizione che sia garantita l’identificazione univoca della fattura, indipendentemente dalla natura analogica o elettronica. Così, ad esempio, alla fattura numero 1 analogica, possono succedere la numero 2 e 3 elettroniche, la numero 4 analogica e così via, senza necessità di ricorrere a separati registri sezionali.

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