REGIME FISCALE RACCOLTA PRODOTTI SELVATICI – Commi da 692 a 697, 698, lett. a) e 699

In sede di approvazione è previsto l’assoggettamento all’imposta sostitutiva IRPEF / relative
addizionali, fissa pari a € 100, dei redditi derivanti dall’esercizio occasionale, delle attività di raccolta di prodotti selvatici non legnosi di cui alla classe 02.30 della Tabella Ateco 2007, nonché della raccolta di piante officinali spontanee di cui all’art. 3, D.Lgs. n. 75/2018.
L’attività di raccolta di prodotti selvatici non legnosi è considerata occasionale se i
corrispettivi percepiti non superano € 7.000 annui non cumulabili con altri redditi della
persona fisica.
L’imposta sostitutiva:
• va versata entro il 16.2 dell’anno di riferimento dai soggetti in possesso del titolo di raccolta per uno / più prodotti rilasciato dalla Regione / altri Enti subordinati;
• non è applicabile ai soggetti che effettuano la raccolta esclusivamente per autoconsumo.
Nei confronti dei soggetti che versano l’imposta sostitutiva in esame con riferimento all’anno in cui la cessione del prodotto è avvenuta, non è applicabile la disposizione di cui all’art. 25-quater, DPR n. 600/73, in base alla quale alle somme corrisposte ai raccoglitori occasionali di tartufi va
operata la ritenuta alla fonte:
• sul corrispettivo pagato ridotto del 22% a titolo di deduzione forfetaria delle spese di
produzione del reddito;
• a titolo d’imposta, pari all’aliquota IRPEF del primo scaglione di reddito (23%);
• con obbligo di rivalsa.
Per gli acquisti dei prodotti selvatici non legnosi / piante officinali spontanee, effettuati senza
ritenuta, l’acquirente emette un documento d’acquisto riportante i seguenti elementi:
• data di cessione;
• nome / cognome / codice fiscale del cedente;
• codice ricevuta del versamento dell’imposta sostitutiva;
• natura / quantità del prodotto ceduto;
• corrispettivo pattuito.

I dati relativi ai documenti d’acquisto sono inclusi nello spesometro di cui all’art. 21, DL n.
78/2010. Dovrà essere chiarito l’assolvimento di tale obbligo comunicativo considerata la
soppressione dello stesso dal 2019.

Con la modifica del comma 109 dell’art. 1, Finanziaria 2005, è previsto che le cessioni di prodotti
selvatici non legnosi / piante officinali spontanee non obbliga il cedente raccoglitore occasionale non munito di partita IVA ad alcun obbligo contabile.

Con l’aggiunta del nuovo art. 34-ter al DPR n. 633/72 è previsto l’esonero dagli adempimenti IVA e da tutti gli obblighi documentali / contabili (compresa la dichiarazione annuale) per i raccoglitori occasionali di prodotti selvatici non legnosi di cui alla classe 02.30 della Tabella Ateco 2007, nonché dei raccoglitori di piante officinali spontanee che nell’anno precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a € 7.000.

È inoltre disposto che i produttori agricoli, diversi dai soggetti esonerati di cui all’art. 34, comma 6, DPR n. 633/72 (produttori agricoli che nell’anno precedente hanno realizzato / prevedono di
realizzare un volume d’affari non superiore a € 7.000, costituto per almeno 2/3 dalla cessione di
prodotti agricoli), che gestiscono la produzione di prodotti selvatici non legnosi non ricompresi nella citata classe 02.30 e nell’art. 3, D.Lgs. n. 75/2018 (piante officinali spontanee) possono applicare il regime IVA speciale. Il reddito di tali soggetti è comunque determinato su base catastale.

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