REATI TRIBUTARI – Art. 39

È confermata la modifica del D.Lgs. n. 74/2000 in materia di sanzioni penali. In sede di conversione sono state apportate alcune modifiche alle sanzioni previste dal testo originario del Decreto in esame.
In particolare ora è disposto che:
O in caso di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture / altri documenti per operazioni
inesistenti ex art. 2, comma 1, del citato Decreto è prevista la reclusione da 4 a 8 anni (in
precedenza da un anno e 6 mesi a 6 anni).
Con l’aggiunta dell’art. 25-quinquiesdecies lett. a) al D.Lgs. n. 231/2001 è previsto che in tale
circostanza è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino a 500 quote;
O con l’aggiunta del comma 2-bis all’art. 2 del citato Decreto se l’ammontare degli elementi
passivi fittizi è inferiore a € 100.000, è applicabile la reclusione da un anno e 6 mesi a 6 anni.
Con l’aggiunta dell’art. 25-quinquiesdecies lett. b) al D.Lgs. n. 231/2001 è previsto che in tale
circostanza è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino a 400 quote;
O in caso di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente ovvero documenti falsi / altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’accertamento e ad indurre in errore l’Amministrazione finanziaria) è applicabile la reclusione da 3 a 8 anni (in precedenza da un anno e 6 mesi a 6 anni).
Con l’aggiunta dell’art. 25-quinquiesdecies lett. c) al D.Lgs. n. 231/2001 è previsto che in tale
circostanza è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino a 500 quote;
O in caso di dichiarazione infedele è prevista la reclusione da 2 anni a 4 anni e 6 mesi (in
precedenza da 1 a 3 anni) se:
– l’IRPEF / IRES / IVA evasa è superiore a € 100.000 (in precedenza € 150.000);
– l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante
indicazione di elementi passivi inesistenti, è superiore al 10% dell’ammontare complessivo degli
elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, superiore a € 2 milioni (in precedenza €
3 milioni).
Con la modifica del comma 1-ter è previsto che non danno luogo a fatti punibili le valutazioni che complessivamente (in precedenza singolarmente) considerate, differiscono in misura inferiore al 10% da quelle corrette.
O in caso di omessa dichiarazione è prevista la reclusione da 2 a 5 anni (in precedenza da un
anno e 6 mesi a 4 anni). L’omessa presentazione del mod. 770 è punita con la reclusione da 2 a 5 anni (in precedenza da un anno e 6 mesi a 4 anni) qualora l’ammontare delle ritenute non versate sia superiore a € 50.000;
O in caso di emissione di fatture / altri documenti per operazioni inesistenti è prevista la
reclusione da 4 a 8 anni (in precedenza da un anno e 6 mesi a 6 anni).
Con l’aggiunta dell’art. 25-quinquiesdecies lett. d) al D.Lgs. n. 231/2001 è previsto che in tale
circostanza è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino a 500 quote.
Con l’aggiunta del comma 2-bis all’art. 8 del citato Decreto se l’importo non rispondente
al vero indicato nelle fatture / documenti, per periodo d’imposta, è inferiore a € 100.000, è
applicabile la reclusione da un anno e 6 mesi a 6 anni. In tale circostanza, con l’aggiunta dell’art.
25-quinquiesdecies lett. e) al D.Lgs. n. 231/2001 è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino
a 400 quote;
O in caso di occultamento / distruzione di documenti contabili è prevista la reclusione da 3 a 7
anni (in precedenza da un anno e 6 mesi a 6 anni).
Con l’aggiunta dell’art. 25-quinquiesdecies lett. f) al D.Lgs. n. 231/2001 è previsto che in tale
circostanza è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino a 400 quote;
O con l’aggiunta dell’art. 25-quinquiesdecies lett. g) al D.Lgs. n. 231/2001 in caso di sottrazione
fraudolenta al pagamento di imposte è applicabile all’ente la sanzione pecuniaria fino a 400
quote;
O se, in seguito alla commissione dei reati di cui alle lett. da a) a g) del citato art. 25-quinquiesdecies,
l’ente ha conseguito un profitto di rilevante entità la sanzione è aumentata di 1/3;
O nei casi di cui alle citate lett. da a) a g) e nel caso di conseguimento di un profitto rilevante con
conseguente applicazione della sanzione aumentata di 1/3 sono applicabili le seguenti sanzioni
interdittive di cui al D.Lgs. n. 231/2001:
– divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di
un pubblico servizio;
– esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli
gia’ concessi;
– divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Merita evidenziare che in sede di conversione non è stata confermata la riduzione delle soglie
(rispettivamente € 100.000 e € 150.000) della rilevanza penale dell’omesso versamento di ritenute dovute / certificate e dell’IVA che pertanto rimangono fissate rispettivamente a € 150.000 e € 250.000.

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