IMPATRIATI – Art. 13-ter

Come noto l’art. 5, comma 1, DL n. 34/2019, c.d. “Decreto Crescita” ha apportato, tra l’altro, alcune modifiche all’art. 16, D.Lgs. n. 147/2015, in materia di lavoratori impatriati di seguito sintetizzate.

Art. 5,comma 1, lett. a)
Il reddito di lavoro dipendente / assimilato nonché di lavoro autonomo (in precedenza
l’agevolazione riguardava solo il reddito di lavoro dipendente / autonomo) prodotti in
Italia da lavoratori che ivi trasferiscono la residenza, a partire dal 2020, concorre
alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30% (in precedenza
50%) al ricorrere delle seguenti condizioni:
O i lavoratori non sono stati residenti in Italia nei 2 periodi d’imposta precedenti il
trasferimento e si impegnano a risiedere in Italia per almeno 2 anni;
O l’attività lavorativa è prestata prevalentemente in Italia.

Art. 5, comma 1, lett. b)
Il regime in esame è applicabile anche ai predetti soggetti che avviano un’attività
d’impresa in Italia a partire dall’1.1.2020.

Art. 5, comma 1, lett. c)
Il regime in esame è applicabile per ulteriori 5 periodi d’imposta:
O ai lavoratori con almeno 1 figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo;
O anche nel caso in cui i lavoratori diventino proprietari di almeno un’unità
immobiliare residenziale in Italia, successivamente al trasferimento o nei 12 mesi
precedenti. L’unità immobiliare può essere acquistata direttamente dal lavoratore
o dal coniuge / convivente / figli, anche in comproprietà.
In entrambi i casi i redditi in esame, negli ulteriori 5 periodi d’imposta, concorrono alla
formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del relativo ammontare.
Per i lavoratori con almeno 3 figli minorenni o a carico, anche in affido preadottivo,
i redditi in esame, negli ulteriori 5 periodi d’imposta, concorrono alla formazione del
reddito complessivo limitatamente al 10% del loro ammontare.

Art. 5, comma 1, lett. d)
La percentuale del 30% è ridotta al 10% per i soggetti che trasferiscono la residenza
in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia.
I cittadini italiani non iscritti all’AIRE che rientrano in Italia:
O dall’1.1.2020 possono applicare il regime di cui al citato art. 16 a condizione che
abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una Convenzione contro
le doppie imposizioni nei 2 periodi d’imposta precedenti il trasferimento in Italia;
O entro il 31.12.2019 possono applicare, con riferimento ai periodi d’imposta
in cui siano stati notificati atti impositivi ancora impugnabili ovvero oggetto
di controversie pendenti in ogni stato e grado di giudizio nonché per i periodi
d’imposta ancora accertabili, il regime di cui al citato art. 16 “nel testo vigente
al 31.12.2018” a condizione che abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai
sensi di una Convenzione contro le doppie imposizioni nei 2 periodi d’imposta
precedenti il trasferimento in Italia.
Il regime speciale per i lavoratori impatriati è applicabile anche anche ai rapporti tra
società e sportivi professionisti di cui alla Legge n. 91/81. In particolare, i redditi di
lavoro dipendente / assimilato / autonomo concorrono alla formazione del reddito
complessivo nella misura del 50% del loro ammontare, ferme restando le condizioni
di cui al citato comma 1.
A tali rapporti non si applicano:
O la riduzione al 10% della percentuale di cui al comma 5-bis;
O la formazione del reddito complessivo limitatamente al 10% del loro
ammontare per i lavoratori con almeno 3 figli minorenni / a carico.
È altresì previsto che per i rapporti tra società e sportivi professionisti il versamento
di un contributo pari allo 0,5% della base imponibile per l’esercizio di tale regime
agevolato.

In sede di conversione, con la modifica del comma 2 del citato art. 5, è previsto che le disposizioni di
cui alle citate lett. a), b), c) e d) sono applicabili dal 2019 ai soggetti che dal 30.4.2019 trasferiscono
la residenza in Italia e risultano beneficiari del regime di cui al citato art. 16.

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