CESSAZIONE PARTITA IVA E INIBIZIONE COMPENSAZIONE – Art. 2

È confermata, con l’introduzione dei nuovi commi 2-quater e 2-quinquies all’art. 17, D.Lgs. n. 241/97, l’esclusione della possibilità di utilizzare i crediti in compensazione, in caso di notifica da parte dell’Agenzia delle Entrate del Provvedimento di:
O cessazione della partita IVA ex art. 35, comma 15-bis, DPR n. 633/72. Il divieto:
– opera a prescindere dalla tipologia e dall’importo dei crediti, ancorchè questi ultimi non siano maturati con riferimento all’attività esercitata con la partita IVA oggetto del Provvedimento;
– rimane in vigore fino a quando la partita IVA risulta cessata;
O esclusione della partita IVA dall’elenco dei soggetti che effettuano operazioni intraUE (VIES) ex art. 35, comma 15-bis, DPR n. 633/72.
L’esclusione rimane in vigore fino alla rimozione delle irregolarità che hanno generato l’emissione del Provvedimento di esclusione.
Come precisato nella Relazione illustrativa al Decreto in esame, i crediti possono essere comunque:
O richiesti a rimborso ex artt. 38, DPR n. 602/73 e 30, DPR n. 633/72;
O riportati nella dichiarazione successiva.
NB: L’utilizzo in compensazione dei crediti in violazione di quanto sopra comporta lo scarto del mod. F24.

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